Louane EmeraCOME È ARRIVATA A FAR PARTE DI QUESTO FILM?

Prima di incontrare Eric Lartigau, non avrei mai immaginato di fare l’attrice. Io vengo dalla musica, sono prima di tutto cantante e non avevo davvero mai pensato all’eventualità di recitare nel cinema.

Eric mi ha individuata guardando la trasmissione «The Voice», alla quale ho partecipato. Ha contattato il mio agente e ci siamo incontrati. In seguito le cose sono avvenute molto semplicemente, ho passato un provino da sola e poi uno con degli altri attori e per entrambi avevo preparato alcune scene. Ero molto stressata perché per me era una vera pazzia presentarmi a un’audizione cinematografica a soli 16 anni! Non capita tutti i giorni a una ragazzina del nord della Francia di avere un’opportunità del genere! Ma con Eric si è creata subito una grande sintonia e in breve tempo mi sono lasciata prendere dal gioco. Un po’ più tardi ho ricevuto la sceneggiatura del film e l’ho immediatamente trovato eccezionale.

CHE COSA LE È PIACIUTO DI QUESTA ESPERIENZA?

Innanzitutto è stata un’occasione straordinaria. Ma è stata anche una sfida enorme perché non avevo mai frequentato un corso di recitazione, avevo solo studiato teatro un anno a scuola senza neppure interpretare lo spettacolo di fine anno! Ho dovuto fare un lavoro molto intenso, ma è stato anche bello imparare una cosa nuova. L’ambiente del set è molto stimolante. E poi ho adorato imparare la lingua dei segni. Sono portata per natura per le materie letterarie e quello che mi piace di più al liceo sono le lingue straniere, quindi non c’è da stupirsi che mi sia piaciuto tanto! Ma nonostante tutto, imparare la lingua dei segni è un processo molto diverso. È una lingua poco praticata poiché viene utilizzata solo dai sordi e dagli audiolesi, ma è una lingua magnifica in grado di trasmettere molte emozioni. Mi ha permesso di entrare in contatto con persone straordinarie: mi riferisco in particolare al mio professore di LSF, Alexeï, e a Jennifer, la traduttrice. Mi hanno insegnato una quantità enorme di cose.

CHE COSA L’HA AFFASCINATA NELLA SCENEGGIATURA DELLA FAMIGLIA BÉLIER E NEL PERSONAGGIO DI PAULA?

La storia della famiglia Bélier è una storia eccezionale.

È una famiglia molto unita e amorevole, che lavora sodo e che possiede valori semplici. I componenti di questa famiglia hanno anche un gran bisogno gli uni degli altri, ma Paula svolge un ruolo particolare nei confronti di tutti, quello di traduttrice e di collegamento con il mondo esterno poiché è l’unica udente della famiglia.

Io mi sono resa conto che il personaggio di Paula mi assomiglia molto per certi aspetti. È una ragazza seria, per la quale la famiglia conta enormemente e che, come la maggior parte degli adolescenti, ha un sogno. Ha un lato ribelle, come tutti i teenager, e come me del resto! Ma il suo è più delicato. La sua scelta viene vissuta dai suoi cari come un tradimento, come un abbandono. Il solo fatto di essere un’udente in una famiglia di sordi costituisce una differenza molto forte, è già di per sé un piccolo tradimento. I suoi genitori e suo fratello hanno dovuto superarlo, ma fanno fatica ad accettare che lei desideri e possa vivere la sua vita, una vita diversa dalla loro.

Paula è più matura di me perché deve gestire delle problematiche da adulta, ma è anche una ragazza che lotta per realizzare i suoi sogni, che è molto vicina alla sua famiglia, che è sempre di corsa e anch’io sono un po’ così.

È molto tenace e determinata a portare a termine i suoi progetti per ottenere dei risultati nella vita, ma al tempo stesso ha un po’ paura di quello che le riserva il futuro. Non è che non abbia fiducia in se stessa, è solo che non è consapevole di possedere una vera dote per il canto. E poi, si sente lacerata perché ritiene di avere la responsabilità della sua famiglia e non vuole abbandonarla, pur desiderando nel profondo vivere fino in fondo il sogno di diventare cantante.

Se Paula Bélier esistesse, mi piacerebbe che fosse la mia migliore amica!

LE CANZONI DI MICHEL SARDOU SONO MOLTO PRESENTI NEL FILM. COME SI FA A FARE PROPRIO UN REPERTORIO DEL GENERE?

Conoscevo già le canzoni di Michel Sardou. Le avevo sentite a casa mia. È stato mio padre ad iniziarmi alla musica, facendomi ascoltare questi grandi artisti del varietà. È stato buffo dover studiare e interpretare i suoi brani per questa occasione. A maggior ragione perché è parte integrante del personaggio del professor Thomasson, un personaggio che trovo molto toccante.

KARIN VIARD, FRANÇOIS DAMIENS E LUCA GELBERG INTERPRETANO GLI ALTRI COMPONENTI DELLA FAMIGLIA BÉLIER. COME È STATO LAVORARE CON LORO?

Karin e François sono stati fantastici con me, mi hanno dato un sacco di consigli. Interpretare un personaggio è stato un esercizio difficile per me, perché non lo avevo mai fatto prima. Ho avuto parecchi professori che mi hanno aiutata, ma quando mi ritrovavo sul set senza di loro, sono stati Karin e François a spalleggiarmi.

Con Luca, che interpreta il fratello di Paula, ci siamo trovati subito in sintonia: durante le audizioni abbiamo provato tutti e due insieme ed è stato fantastico! E poi, siamo stati molto vicini durante tutte le riprese. Siamo diventati davvero come fratello e sorella! Mi ha insegnato moltissime cose e ci siamo divertiti come matti! Passavamo parecchio tempo insieme la sera in albergo, dopo che lui finiva di fare i compiti.

CI PARLI DI COME DIRIGE GLI ATTORI ERIC LARTIGAU E DEL LAVORO CHE LEI HA FATTO SUL SUO PERSONAGGIO.

Ho scoperto la direzione degli attori su un set cinematografico insieme ad Eric… È stato molto gentile e molto comprensivo, pur restando sempre concentrato. Ci lasciava abbastanza liberi, ma sapevo in che direzione doveva andare ciascun personaggio. Per esempio, ho potuto fare delle proposte per modificare alcuni dialoghi. Ascoltavo moltissimo Eric e cercavo di fare del mio meglio seguendo i consigli e le istruzioni che lui mi dava. Mi sforzavo di capire e di rendere con precisione le indicazioni che lui mi dava per calarmi nel personaggio di Paula. Anche Dany, la mia coach, mi ha guidato molto e mi faceva lavorare la sera, facendo praticare delle attività sportive e facendomi lavorare sulla respirazione. Era meraviglioso, molto divertente, e mi ha aiutata tantissimo.

IL RUOLO DI PAULA BÉLIER ERA PIUTTOSTO COMPLESSO DA ASSIMILARE IN TERMINI DI RECITAZIONE.

È la sola udente della famiglia, il che significa che parla e segna al tempo stesso, ma in più canta anche! È stato piuttosto complicato gestire i tre livelli di espressione, imparare la lingua dei segni, parlare e contemporaneamente segnare, eccetera. Ho fatto del mio meglio, con l’aiuto di Alexeï e di Jennifer che sono stati costantemente presenti durante le riprese. Ma alcune scene sono state davvero difficili!