suite francesePer SUITE FRANCESE Dibb ha scelto alcuni tra i capi reparto con i quali aveva già collaborato in precedenza in LA DUCHESSA, tra cui lo scenografo Michael Carlin e il costumista Michael O’Connor ed ha voluto Jenny Shircore, famoso hair and make-up designer, e il direttore della fotografia spagnolo Eduard Grau, i cui crediti includono A SINGLE MAN e BURIED.

“Avevo visto A SINGLE MAN e l’avevo trovato incredibile”, dice Dibb. “Volevo qualcosa che sembrasse molto reale, volevo fosse bello, non una sorta di realismo popolare squallido. Volevo trovare qualcuno che la pensasse come me nel creare qualcosa che avesse bellezza, eleganza e un tocco cinematografico pur rimanendo sempre molto autentico e realistico. Ho parlato con Edu di questo ed eravamo d’accordo su molte cose. Penso che abbiamo fatto un lavoro brillante insieme.”

Abbiamo girato in 35mm in un momento in cui la maggior parte dei film preferiscono il digitale. La produzione ha cercato le ultime riserve di pellicole Fuji nei magazzini in tutto il mondo, poiché non sono più in produzione.

Avendo come riferimento e ispirazione i documentari come THE SORROW AND THE PITY, Dibb e la sua squadra hanno ricreato i colori per renderli il più fedele possibile alle condizioni e l’ambiente del tempo.

“C’è un momento nella storia in cui certi colori diventano più importanti e più vividi”, dice Carlin. “Principalmente questo avviene nel rapporto tra i costumi indossati da Michelle e l’ambiente che la circonda e man mano che il suo personaggio si evolve, i toni si fanno più intensi e complementari. Il contrasto aumenta durante tutta la storia. “

Gli abiti di ogni personaggio sono un vero atto d’amore per il costumista Michael O’Connor; e questo non è passato inosservato agli attori.

“Lavorare con Michael O’Connor è fantastico perché ha un grande talento”, dice Lambert Wilson che interpreta il Visconte De Montmort. “Non si limita a farti indossare dei vestiti d’epoca, ma è molto, molto specifico e preciso sul periodo storico e ti mostra come indossare e muoverti nel tuo costume. Desidera che tu lo faccia tuo. La cosa divertente è che lui sa parlarti del tuo personaggio molto meglio di quanto potresti fare tu stesso.”

O’Connor ha voluto rendere autenticamente francese ogni costume, utilizzando tessuti francesi acquistati a Parigi; “Si raccolgono fotografie e immagini e poi si cerca di trovare ciò che rende l’idea di francese.” “Abbiamo esaminato riviste e film dell’epoca. Se non avessimo visto il film LA RÈGLE DU JEU del 1939 di Jean Renoir, i vestiti da caccia sarebbero stati diversi, perché li avremmo concepiti in stile inglese. I tessuti sono molto più ruvidi di quanto pensassi.”

O’Connor ha anche preso ispirazione dal romanzo. “Mi sono immediatamente innamorato del romanzo e ho sfruttato ogni dettaglio come potevo,” spiega. “In particolar modo, le descrizioni della divisa tedesca, sempre precise per quanto concerne il guanto, la cintura, la fibbia, l’uniforme, i bottoni, il berretto, gli stivali e persino la biancheria intima, tanto da rendersi conto che è qualcosa che la Némirovsky ha visto in prima persona.”

Per quanto riguarda le acconciature e il trucco, Dibb voleva che fosse tutto molto sobrio.

“Non potevamo permetterci nulla che potesse considerarsi glamour, nemmeno un accenno, il che, soprattutto nel mio settore è una cosa piuttosto facile in cui incappare”, Jenny Shircore. “Acconciature e trucco semplici che rispecchiano la realtà. Abbiamo utilizzato davvero poco make-up su Michelle. Naturalmente abbiamo usato piccoli trucchi di tanto in tanto, ma lei era d’accordo sul fatto che tutto fosse molto naturale, semplice, in un certo senso dimesso. Noi vogliamo sempre rendere gli attori molto belli, ma in effetti Michelle è bella in ogni modo.”

Anche con le centinaia di comparse ha avuto estrema attenzione al dettaglio: per dare un tocco autentico, i soldati tedeschi avevano i capelli tagliati a mano e non con rasoi elettrici.

Il senso di realtà che pervade ogni singolo fotogramma è stato ottenuto grazie alle elevate competenze dei professionisti di fama mondiale che vi hanno lavorato. “C’è una meravigliosa sensazione del tempo che non è facile ottenere in storie frutto di invenzione”, dice Kristin Scott Thomas. “Siamo stati molto attenti a trasmettere questo perché non c’è nessuno al mondo migliore degli inglesi per quanto riguarda acconciature, trucco e costumi.”