suite franceseLe riprese di SUITE FRANCESE sono durate nove settimane durante l’estate del 2013, con una troupe internazionale per lo più francese e belga.

“Abbiamo beneficiato della competenza culturale delle persone con cui stavamo lavorando,” dice il produttore Andrea Cornwell. “Il libro è ambientato in Francia e abbiamo avuto tanti francesi e belgi e persone con un fisionomia perfetta.”

“Ho amato molto girare con la nostra troupe”, concorda Dibb. “Per quanto riguarda la definizione di tutti i dettagli, la troupe è stata davvero preziosa, come ad esempio, il fatto di avere uno scenografo francese che conosce bene come sono fatte le case francesi.”

La maggior parte delle riprese si è svolta in varie location in Belgio, dove la produzione è stata in grado di accedere a incentivi finanziari e grande sostegno.

“Ci serviva un posto che fosse adatto per l’ambientazione della storia del romanzo e che fosse anche gestibile dal punto di vista finanziario”, spiega Cornwell. “È un film costoso da fare. Ci sono alcune scene d’azione molto importanti e impegnative.”

Piuttosto che ricostruire i set in studio, la produzione ha scelto di girare tutto sul posto. Questo ha comportato la necessità di trovare un vero e proprio palazzo per la casa degli Angellier. Dopo una lunga ricerca è stata trovata una casa adatta a Nivelles, in Belgio, e il cast ha girato lì per tre settimane.

“Volevamo che gli attori si sentissero come se vivessero in una casa. Volevamo trasmettere quel senso di claustrofobia e di oppressione che la natura stessa dell’edificio aveva,” dice Cornwell. “Il personaggio di Lucile è un uccello in gabbia, e quando si è rinchiusi in una casa con una troupe cinematografica al completo, ti senti intrappolato ed è quindi facile trasmettere questa sensazione nel film.”

Secondo lo scenografo Michael Carlin, con cui Dibb aveva lavorato LA DUCHESSA, non è stato semplice trovare la casa giusta.

“Era più facile trovare edifici che sembrassero francesi in Belgio che non in Gran Bretagna, ma c’erano molte opere di ristrutturazione moderna da sistemare”, spiega Carlin. “Inizialmente ho pensato che non avremmo trovato la nostra casa, che avremmo dovuto costruirla, ma Saul era così fermamente convinto che l’avremmo trovata che non ci siamo arresi fino alla fine.”

La produzione si è impegnata enormemente per mantenere l’autenticità ad ogni livello, spronata sia dall’esperienza di Dibb nei documentari che dalla straordinaria testimonianza vissuta in prima persona della Némirovsky.

“Fare un film d’epoca ambientato nel 1940 presenta le sue sfide, non ci sono posti in cui semplicemente andare e girare”, dice Cornwell. Si possono fare le scelte migliori, trovare grandi paesaggi, ma con l’eccezione di un paio di vedute sulle campagne, tutto richiede delle modifiche. Il rovescio della medaglia, però, è che è un periodo molto ben documentato. È possibile trovare dei riferimenti, sia nei film che nei romanzi o nei documentari, quindi c’è sempre qualcosa da cui si può trarre ispirazione. Ci sono insidie nel trattare argomenti relativi alla storia militare. Molte persone sono estremamente informate ed esperte sull’argomento. Mi aspetto sempre di ricevere una lettera in cui si fa presente che “i bottoni della giacca sono sbagliati” o “i camini della fattoria non sono quelli giusti”. Quindi, tutto ciò che puoi fare è controllare meticolosamente ogni aspetto, ogni dettaglio.”

È stato importante girare gli esterni del villaggio di Bussy in una vera e propria piazza, ma è stato difficile individuare una città che non fosse stata troppo modernizzata e che potesse venir chiusa al pubblico per il tempo delle riprese. Infine la più adatta tra tutte quelle prese in esame è stata la cittadina di Marville.

“La prima volta che ci siamo stati sembrava di essere davvero su un set cinematografico,” dice Cornwell. “Si sarebbe quasi potuto girare così come era, senza apportare modifiche, sembrava davvero che i tedeschi si fossero insediati lì giusto qualche settimana prima.”

Marville non ha subito troppe modernizzazioni nel corso degli anni; praticamente non ci sono negozi contemporanei, cartelloni, segnaletica stradale o antenne sui tetti.

“È una cittadina bellissima e decadente al contempo, con un’atmosfera che ricorda un po’ quelle Western,” si meraviglia Dibb. “C’è una strada che entra ed una che esce e in mezzo una grande chiesa. Potevamo sfruttare tutta la città, abbiamo girato a 360°. Di solito nei film d’epoca non si hanno abbastanza risorse economiche e ci si può permettere di allestire solamente un angolo in cui fare le riprese. Qui invece abbiamo potuto utilizzare le nostre risorse al meglio e abbiamo sfruttato tutti i posti; questo ha fatto un’enorme differenza.”

La modifica più importante che è stata fatta è quella della costruzione dello spazio esterno davanti al municipio di Bussy, che è una location chiave nella storia.

“Avevamo bisogno di alcune scene sui gradini dell’entrata principale”, dice Cornwell. “Esiste un municipio a Marville, ma si trova in una piazza secondaria e non è molto imponente, così abbiamo preso un piccolo ostello e ricostruito la facciata rispettando l’architettura in pietra del resto della piazza. Michael Carlin ha inoltre ricostruito una fontana in pietra, presente in un’altra zona della città, posizionandola proprio in mezzo alla via principale. Ha aggiunto persiane, insegne e allestito le botteghe. L’abbiamo un po’ trasformata sebbene l’aspetto della città avesse già una struttura di base perfetta su cui lavorare.”

Carlin e il suo team hanno lavorato in città per un mese prima di iniziare a girare e ancor prima avevano preparato delle pre-costruzioni in Belgio per le scene Bussy / Marville in Belgio.

“Quello che è sorprendente di questa città è che era stata molto importante nel XVII e XVIII secolo; poi era caduta un po’ in declino restando quindi per la maggior parte intatta,” dice Carlin. “Abbiamo dovuto fare semplicemente dei piccoli interventi su molti degli edifici, come l’aggiunta le imposte.”

La popolazione di Marville è stata estremamente accomodante. Alla fine la città ha scelto di mantenere alcuni dei cambiamenti alle facciate che sono stati creati per il film e di non rimettere alcuni dei moderni lampioni che erano stati rimossi dalla piazza del paese.

” È bello pensare che abbiamo avuto un impatto positivo sull’ambiente”, dice Cornwell. “A volte ci si preoccupa che le città non sempre sanno quello a cui dovranno rinunciare. All’inizio tutti pensano che sia fantastico fino a quando non vedono la realtà. Ma questa volta l’intera città si è sentita elettrizzata e coinvolta ed ha costantemente partecipato come spettatrice.”

In effetti c’è stato molto da vedere. Molte delle grandi scene di SUITE FRANCESE, tra cui l’arrivo dei tedeschi nella piazza della città di Bussy, sono state girate in Marville. Quelle scene hanno coinvolto oltre 200 comparse locali.

“Queste sono situazioni che troupe e cast trovano emozionanti, danno un senso realistico di cosa significa veramente essere in quel tipo di situazioni”, dice Cornwell, “e soprattutto, aiuta il cast ad immergersi nei personaggi.”

Anche il tempo ha giocato la sua parte, imitando “cortesemente” l’ondata di caldo dell’estate del 1940 suggestivamente registrata dalla Némirovsky.

“Il tempo è stato straordinario per le riprese”, ricorda Cornwell. “Eravamo nel panico in pre-produzione, temendo la classica estate del Nord Europa. Invece si è rivelato ottimo, sole, cielo azzurro, l’atmosfera soffocante e pesante che c’è nel romanzo e che volevamo trasmettere nel film; siamo stati molto fortunati.”

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