Uomini e topiGeorge disse: – Gente come noi non ha famiglia. Raccolgono una paga e poi la sprecano. Non hanno nessuno al mondo a cui importi di loro… 
– Ma noi no, – gridò Lennie felice. – Di’ come siamo noi, ora. 
George tacque un istante. – Ma noi no, – disse; -Perché… Perché io ho te e… 
– E io ho te. Ci siamo tutti e due, e c’importa qualcosa di noi, ecco perché, – gridò Lennie trionfalmente.
Ed eccoci di nuovo alle prese con James Franco, che, se non dirige un film o non ci recita, decide di darsi al teatro. Viene da chiedersi se quest’uomo abbia anche una vita privata.
Anche perché lo troveremo di nuovo alle prese con Steinbeck e l’adattamento cinematografico di un altro suo romanzo, “La Battaglia”, con un cast in fase di assemblaggio in cui si fanno i nomi di (oltre a Franco stesso, ça va sans dire) Selena Gomez,Vincent D’Onofrio, Robert Duvall, Ed Harris, ecc.
Grazie all’iniziativa di Nexo Digital, il 3 marzo – per un giorno – si è potuto assistere all’evento live dello spettacolo che la regista Anna D.Shapiro ha portato in scena al Longacre Theater di Broadway, tratto dal libro del premio Nobel per la letteratura John Steinbeck, con protagonisti, appunto, James Franco nel ruolo di Georgie e Chris O’Dowd in quello di Lennie, oltre a Leighton Meester, Jim Parrack, Jim Norton, Ron Cephas Jones, Alex Morf, Joel Marsh Garland, James McMenamin e Jim Ortlieb.
Di Uomini e Topi, oltre ad aver letto il libro quando ero giovane, avevo visto, nel lontano 1992, l’adattamento cinematografico diretto da Gary Sinise, con protagonisti lo stesso Sinise nel ruolo di George e John Malkovich ad interpretare Lennie.

Ma questo non mi ha impedito di commuovermi, alla fine.
La storia credo non abbia bisogno di essere raccontata, ma, per sommi capi, si tratta di un ritratto dell’America dopo la grande depressione del 1929 oltre che una splendida storia di amicizia. Ambientato in California, narra le vicende di George e Lennie, due braccianti itineranti che, per lavoro, si spostano da un ranch all’altro, coltivando il sogno di guadagnare abbastanza per comprarsi un giorno un loro pezzo di terra e fare in modo che Lennie possa finalmente accudire i conigli da lui tanto amati.
Peccato che Lennie, un cervello da bambino nel corpo di un uomo dal fisico massiccio e dalla forza incontrollabile, sfugga spesso al controllo dell’amico e finisca per mettersi nei guai. Questo è il motivo principale per cui i due non riescono mai a mettere radici in un posto.
Quando arrivano nel ranch dei Curley, Lennie provocherà accidentalmente la morte della moglie del figlio del padrone, e George, per sottrarlo al linciaggio, sarà costretto ad uccidere l’amico.
Che mi sono commossa l’ho già detto, vero?

Cos’altro dire?
Che James Franco, qua al suo esordio come attore di teatro, è davvero bravo, ma questo probabilmente lo sapevamo già, ma ancora più sorprendente è la prova di Chris O’Dowd, che al cinema è spesso impegnato in ruoli comici mentre qua da corpo e anima ad un Lennie davvero intenso e commovente.
Anche tutto il resto del cast si comporta egregiamente, infatti le critiche sono state più che positive, come potete leggere sulla pagina del Longacre.
Per quanto mi riguarda, questo esperimento di teatro al cinema mi è davvero piaciuto, e credo che, dovesse capitare, potrei ripetere l’esperienza.