Picture4SodaStream – l’azienda leader mondiale nei sistemi di gasatura domestica presente nel nostro paese con la filiale SodaStream Italia – insieme a Talal Al-Krenawi, Sindaco della città beduina di Rahat nel Sud di Israele, hanno annunciato uno sforzo congiunto  – al momento in attesa di approvazione dalle autorità israeliane – per offrire asilo immediato ai rifugiati siriani, oltre a un posto di lavoro presso la vicina sede centrale di SodaStream.  Secondo tale impegno comune SodaStream e Rahat accoglieranno 1000 individui, circa 200 famiglie, offrendo ai nuovi arrivati la concreta opportunità di ricostruirsi una vita in Israele.

Un flusso costante di migranti dalla Siria – terra martoriata dalla Guerra – è oggi lo scenario di una delle crisi umanitarie più gravi dalla Seconda Guerra Mondiale. Gli sforzi di Daniel Birnbaum, CEO di Sodastream, e Al-Krenawi sono parte di quella che viene considerata come un forte e chiaro invito all’azione rivolto ai principali leader locali e alla comunità economica globale per poter accogliere e fornire assistenza ai richiedenti asilo.

 “Come figlio di un sopravvissuto dell’Olocausto, mi rifiuto di stare immobile a guardare questa tragedia umana in atto ai confini siriani –  dice Birnbaum, CEO di SodaStream – Così come abbiamo sempre fatto il possibile per aiutare i nostri fratelli e sorelle Palestinesi nel versante occidentale, ora è arrivato il tempo per i leader locali di agire verso coloro che hanno bisogno. Non possiamo aspettarci che i nostri politici si facciano carico di tutto l’aiuto richiesto dai rifugiati”.

Rahat, al centro dell’iniziativa, è una città di 67.000 residenti e la più grande città beduina al mondo. Attualmente, il 30 per cento dei 1.100 dipendenti della vicina fabbrica SodaStream sono cittadini di Rahat.

“Stiamo sperimentando un progressivo stile di vita più urbanizzato a Rahan; in ogni caso, non abbiamo abbandonato le nostre tradizioni tribali”, ha commentato Al-Krenawi. “La dignità umana e l’ospitalità sono i nostri valori fondamentali e non concederemo indifferenza a chi soffre. In questa prima fase, saremo in grado di ricevere ed accogliere 1000 rifugiati, e successivamente grazie alla collaborazione attuale con SodaStream, ne aiuteremo molti altri. La nostra speranza è che il governo si unisca al nostro sforzo”.

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