A distanza di quasi 30 anni dalla morte del faccendiere Roberto Calvi, c’è stata una svolta nelle indagini, infatti la corte d’assise d’appello di Roma avrebbe sentenziato che l’uomo morì per omicidio e non per suicidio. Nelle motivazioni della sentenza, la stessa con cui il 7 maggio scorso sono stati assolti Flavio Carboni, Pippo Calò ed Ernesto Diotallevi, si legge che Calvi sarebbe morto assassinato e non come si credette negli anni immediatamente successivi alla sua morte, per suicidio. Roberto Calvi fu trovato morto in giugno del 1982 a Londra sotto il ponte dei Frati Neri. La morte di Calvi diede il via alla indagine che portò alla scoperta dell’esistenza della loggia massonica P2.