La società, Schiavonea 97, occorreva alla ‘Ndrangheta per coprire i soldi provenienti particolarmente dal racket. Il sistema era stato escogitato e messo a punto dalla cosca del Cosentino. Secondo gli inquirenti dell’operazione coordinata fra carabinieri e guardia di finanza, Fabio Barilari, fratello di Maurizio Barilari presunto capo della costa, oltre la società calcistica utilizzava anche una impresa di tinteggiatura per coprire in modo contabile, tutti i proventi derivate dalle estorsioni perpetrate nei confronti di molti imprenditori della zona.