Un ristoratore di Gela sarebbe stato costretto da esponenti della Stidda e di Cosa Nostra, non solo a pagare salate tangenti dal 1992 al 2007, ma anche ad offrire pranzi e cene agli affiliati delle organizzazioni mafiose ed ai loro amici. Mangiavano a sbafo nel suo locale e lo minacciavano pure di incendiargli il locale se non fosse stato in regola coi pagamenti. La tangente era, per così dire, modica e si aggirava dai 150 a i 250 euro al mese. La polizia ha individuato gli estorsori e ha arrestato 7 persone e fra i taglieggiatori del ristoratore ci sarebbe anche il figlio di un dirigente del comune di Gela.