Rita Atria si suicidò ad una settimana dalla strage di Via D’Amelio per lo sconforto che questa le aveva provocato. Rita Atria divenne famosa perché era una testimone di giustizia affidatasi a Borsellino e della quale i familiari erano tutti mafiosi legati ai clan di Palermo. Atria aveva 17 anni quando iniziò a collaborare con Borsellino e fu completamente abbandonata dalla propria famiglia che ovviamente non condivideva la sua scelta di diventare una testimone di giustizia, anche se un sostegno valido le arrivò da un’altra testimone di giustizia, sua cognata Piera Aiello che con le sue dichiarazioni aveva consentito di scoprire molti dei segreti delle cosche trapanesi. A Rita Atria è stata dedicata quella che poi è diventata la prima associazione antimafia in Italia.