VENEZIA 73 con le GIORNATE DEGLI AUTORI / VENICE DAYS: L’uomo che non cambiò la storia

L'uomo che non la storia - FOTO ARCHIVIO STORICO LUCE
 L'uomo che non la storia - FOTO ARCHIVIO STORICO LUCE
L’uomo che non cambiò la storia – FOTO ARCHIVIO STORICO LUCE

Al Festival di Venezia, presentato Fuori Concorso da Venezia 73 congiuntamente con le 13 Giornate degli Autori / Venice Days, il nuovo film doc di Enrico Caria.
La storia vera, straordinaria, tragicomica ed esemplare di Ranuccio Bianchi Bandinelli, il principe dell’archeologia italiana, di una visita guidata, e del più clamoroso attentato mai immaginato nella storia Novecento.

GIOVEDÌ 8 SETTEMBRE – ORE 15.30 – SALA CASINÒ
Replica: Venerdì 9 settembre – Sala Casinò – ore 15.00

L’uomo in questione è un professore universitario: Ranuccio Bianchi Bandinelli, massimo studioso italiano d’arte romana e tra i padri dell’archeologia moderna. Il che, negli anni trenta, faceva di lui un personaggio di cui il regime fascista andava fiero…

Salvo che il professore, era un convinto antifascista.

I nodi vengono però al pettine in occasione del famoso viaggio di Hitler in Italia del 1938, quando Ranuccio viene cortesemente invitato ad accompagnare in veste di interprete e cicerone Duce e Fürher, in giro per musei e siti archeologici.

A questo punto si ritrova davanti a un bivio: vestire in orbace e scattare sull’attenti davanti ai due odiati dittatori, o compromettere studi, carriera e forse incolumità personale? Insomma: che fare?

Quando poi il cortese invito si trasforma in un ordine perentorio che lui non può rifiutare, non ha più scelta.

Ma una volta “reclutato” obtorto collo, il professore si rende conto che nessuno lo perquisisce, nessuno lo controlla, che può avere la massima libertà d’azione decidendo tempi e percorsi delle visite guidate… Mettendogli (per quattro giorni di seguito) quei due mostri a meno d’un metro di distanza… La Storia gli sta offrendo un’occasione incredibile: lui potrebbe fermare la loro follia.

Come andarono le cose dopo quel 1938, la Storia ce lo ricorda bene. Questo film ci racconta invece dettagliatamente e irresistibilmente come non andarono. E soprattutto quale postuma vendetta di stile è sopravvissuta di quell’indimenticabile lezione tenuta ai due dittatori dal professor Bianchi Bandinelli.

L’uomo che non cambiò la storia  regia, soggetto e sceneggiatura  Enrico Caria  montaggio Fabrizio Campioni
direttore della fotografia Giuseppe Schifani supervisione musicale Pivio disegni Spartaco Ripa
motion design Sergio Gazzo montaggio del suono Adriano Fabio fonico di Mix Roberto Cappannelli
color correction Vincenzo Marinese per TTPixel Studio voce narrante Stefano De Sando
voce Ranuccio Bianchi Bandinelli Claudio Bigagli
musiche di Daniele Sepe; Stefania Graziani; Tony Carnevale; Pivio; Pivio e Aldo De Scalzi
liberamente tratto da “Il viaggio del Fuhrer in Italia” di Ranuccio Bianchi Bandinelli, edizioni E/O
ricerche d’archivio Nathalie Giacobino, Cecilia Spano filmati e foto di archivio Istituto Luce Cinecittà, Fondazione Monte dei Paschi di Siena
Una produzione Istituto Luce Cinecittà produzione esecutiva Maura Cosenza
una distribuzione Istituto Luce Cinecittà
 

ENRICO CARIA

Giornalista satirico e sceneggiatore, Caria realizza per il grande schermo una trilogia fanta-criminale: 17, ovvero l’incredibile e triste storia del cinico Rudy Caino (1991) con Peppe Barra e Giovanni Mauriello; Carogne – Ciro and me (1995) con Alessandro Haber, Daniele Formica e Milena Vukotich e Blek Giek (2001) con Lillo e Greg, cui seguono il docu-film Vedi Napoli e poi muori con Roberto Saviano, e il mockumentary L’Era Legale con Patrizio Rispo, Cristina Donadio e Isabella Rossellini.

Caria è anche autore di romanzi per i tipi di Feltrinelli e Rizzoli. “Indagine su un mago senza testa” (Fanucci 2016) è il suo ultimo hard boiled.