Sono dovute morire 308 persone nel disastroso terremoto che ha quasi raso al suolo la città di L’Aquila il 6 aprile del 2009, e una serie di denunce per mancato allarme, affinché le autorità e la protezione civile si convincessero ad adottare delle misure preventive in caso di sciami sismici come quello che sta interessando in questi giorni la zona dell’Alta Valle Aterno, località adiacente il capoluogo abruzzese. Dopo alcuni giorni di chiusura cautelativa in tutta la città e nelle zone limitrofe, oggi gli studenti sono tornati regolarmente a scuola, almeno quelli delle prime classi degli istituti superiori. Evidentemente stavolta la storia ci ha insegnato realmente qualcosa di buono, infatti sono svariate le misure di prevenzione adottate di fronte allo sciame sismico di queste ore, poiché molte scuole hanno programmato un calendario di esercitazioni e prove di evacuazione, anche in quelle classi che si trovano ospiti nei Moduli provvisori ad uso scolastico. Inoltre alcuni istituti sempre in via precauzionale hanno montato delle tende nei cortili. Ciò significa che il sacrificio di coloro che sono morti durante il sisma del 6 aprile non è stato vano, anche se purtroppo nessuna prevenzione e nessuna misura cautelativa potrà mai più ridare la vita a tutte le vittime del terremoto.

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