Alma Tadema: Classical Charm

Sir Lawrence Alma-Tadema, Coign of Vantage, 1895, oil on canvas, 58.88 x 44.45 cm, Collection of Ann and Gordon Getty
Sir Lawrence Alma-Tadema, Coign of Vantage, 1895, oil on canvas, 58.88 x 44.45 cm, Collection of Ann and Gordon Getty
Sir Lawrence Alma-Tadema, Coign of Vantage, 1895, oil on canvas, 58.88 x 44.45 cm,
Collection of Ann and Gordon Getty

Oltre 80 opere di Alma-Tadema, il più famoso pittore del XIX secolo, saranno esposte al Fries Museum nella mostra Alma-Tadema: Classical Charm. I dipinti di Sir Lawrence Alma-Tadema (1836 – 1912) sono conosciuti in tutto il mondo. Fu il primo artista a riportare in vita l’antica Roma realizzando scenari tanto convincenti da influenzare la nostra immagine attuale dell’antichità classica. A Hollywood le sue interpretazioni si diffusero rapidamente, e divennero le basi per popolarissimi film ambientati in quell’epoca, da Ben-Hur (1959) a Il Gladiatore (2000). I capolavori di Alma-Tadema, il mondo da lui raffigurato e l’influenza sull’industria cinematografica avranno ampio spazio presso il Fries Museum dal 1 ottobre 2016 al 7 febbraio 2017.

Nato in Frisia, Lourens Alma-Tadema studiò pittura ad Anversa e lavorò a Bruxelles per poi trasferirsi a Londra nel 1870, dove si stabilì e lavorò per il resto della sua vita. In Inghilterra, Alma-Tadema riuscì ad affermarsi come uno dei pittori più importanti e di maggior successo dell’epoca, e divenne formalmente suddito britannico, cambiando il nome di battesimo in Lawrence. Nel 1899 fu nominato cavaliere e ricevette il titolo di Sir. Alla sua morte nel 1912 la città di Londra si paralizzò e fu sepolto come una celebrità nella cattedrale di St. Paul.

L’influenza su Hollywood

Alma-Tadema cominciò a subire il fascino per l’antichità classica durante il suo viaggio di nozze tra Roma e Pompei. Nei suoi dipinti, egli accompagna l’osservatore nella vita quotidiana dell’epoca, portando letteralmente in vita un pezzo di storia antica. Le riproduzioni che Alma-Tadema fa dell’antichità sono così convincenti da essere utilizzate come blueprint per film epici quali Ben Hur (1959) e Il Gladiatore (2000). La mostra mette in luce l’influenza che l’artista ebbe sull’industria cinematografica, dai primi anni della fondazione di Hollywood fino al XXI secolo.

Collezioni internazionali

Il Fries Museum ha preso in prestito le opere di Alma-Tadema dalle collezioni del Musee d’Orsay, della Tate Britain, del Prado e di altre istituzioni, oltre che da collezioni private internazionali. Molti degli oltre 80 dipinti esposti sono messi in mostra per la prima volta dopo anni. Il museo si è avvalso inoltre della collaborazione di esperti internazionali che hanno lavorato al fianco dei curatori. Tra i più grandi esperti di Alma-Tadema, sono stati coinvolti Elizabeth Prettejohn, della facoltà di Storia dell’Arte dell’Università di York, Peter Trippi da New York, esperto d’arte europea del XIX secolo, e il Dott. Ivo Blom, dalla Vrije Universiteit Amsterdam.

La collezione più grande in OlandaIl Fries Museum possiede la più grande collezione di Opere di Alma-Tadema in Olanda. Alcune di queste sono state donate dall’artista stesso e dalle figlie Laurence e Anna. Il museo è dunque l’unico nei Paesi Bassi a poter mostrare la crescita del pittore nell’arco di tutta la sua vita. Nel 2015, il Fries Museum ha acquisito un’opera chiave dell’artista, L’ingresso al teatro romano, per anni in possesso dell’imprenditore statunitense William Vanderbilt, con la quale Alma-Tadema conquistò il mercato americano e acquisì fama internazionale.