“Presidente della Camera lo sono ora e lo sarò per tutta la legislatura. La Camera non è la ‘dependance del governo’ e che le istituzioni non sono di proprietà di nessuno. Anzi, sarebbe grave se qualcuno, e in particolar modo il presidente del Consiglio, dicesse ti abbiamo eletto noi e devi rispondere a noi”. Con queste parole ieri sera al Tg7 di Mentana, Gianfranco Fini ha voluto rispondere a tutte le polemiche sollevate nei giorni scorsi dai suoi ex alleati politici. In merito al presunto documento redatto alla fine della serie di riunioni coordinate dal premier Silvio Berlusconi con i fedelissimi del governo e del PDL, con il quale documento il presidente del consiglio con il leader del carroccio intenderebbero recarsi da Giorgio Napolitano per chiedere le sue dimissioni, Fini ha risposto con il regolamento alla mano dando una sana lezione di diritto costituzionale ai suoi ex amici ed ha asserito: “Se volessero salire al Colle dimostrerebbero di essere degli analfabeti in diritto costituzionale: nessuno, nemmeno il capo dello Stato, può indurre quelle dimissioni. E se proprio al Quirinale volessero andarci e questo è sacrosanto e doveroso, lo facessero, ma per parlare della situazione politica”. In merito alla attuale esistenza del PDL, partito fondato da lui stesso insieme al premier in occasione delle scorse elezioni, Fini ha precisato: “Il mio allontanamento in due ore e senza che io potessi esporre le mie ragioni, perde di fatto la propria ragione sociale. Una rottura che, pur passando per lo sviluppo del progetto di Futuro e Libertà in qualcosa di più di un semplice gruppo parlamentare, non vuole precipitare il paese verso le elezioni. Votare ora sarebbe da irresponsabili e il governo deve pensare a governare”. Relativamente invece alla ‘lapidazione mediatica’ sulla casa di Montecarlo, di cui è stato fatto oggetto in particolar modo dalle testate giornalistiche compiacenti e di proprietà del premier, Fini risponde: “In quella casa non ci sono mai stato e chi dice il contrario deve prima provarlo. Per il resto sono sereno perché non ho nulla da nascondere”.

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