Per il regista esordiente Richard Tanne, Southside With You ha avuto inizio con uno sguardo. Uno sguardo tra Michelle e Barack Obama. “C’è qualcosa di speciale nel modo in cui il Presidente e la first lady si guardano ed è qualcosa che abbiamo notato non appena loro sono diventati famosi”, afferma il realizzatore. “Il loro legame sembra autentico, profondo e vibrante. È una cosa rara, in particolare per delle personalità pubbliche”.

Tanne ricorda di aver scoperto come era andato il primo appuntamento tra Michelle e Barack durante la campagna elettorale del 2008. “Ne hanno parlato in entrambe le campagne per la Presidenza”, ricorda Tanne. “All’inizio, Michelle non era interessata a lui, e così Barack aveva dovuto conquistarla. E, alla fine del primo appuntamento, ci era riuscito. Sembrava un conflitto perfetto per un film”.

Alcuni anni dopo, Tanne si è innamorato, un’esperienza che lo ha portato a capire alcuni elementi necessari per raccontare la storia. “Ho capito che innamorarsi non è soltanto questione di trovare qualcuno che ti piace, ma soprattutto qualcuno che ti rende una persona migliore”.

Tanne era attirato dall’idea che Michelle Robinson desse a Barack Obama un’opportunità di dimostrare il suo valore. “Da quello che dicono tutti, anche nella vita reale è andata proprio così. Lei gli ha concesso una giornata. Così, nel film hai due personaggi che sono ‘bloccati’ insieme per un giorno. Non hanno nessun altro a cui rivolgersi, pensare o con cui parlare, solo loro due”.

Tanne spera che il film metta in risalto la profondità dei sentimenti che un nuovo amore è in grado di ispirare. “Non è sempre questione di attrazione fisica o mentale. Talvolta, può essere un’attrazione profondamente emotiva. Trovi una persona che è come se reggesse uno specchio, che ti permette di vedere chi sei e chi potresti essere. Credo che questi due personaggi siano in grado di farlo a vicenda. Sono veramente una squadra, un’unione. Loro si migliorano reciprocamente”.

La produttrice di Southside With You, Tika Sumpter ha scoperto il progetto quando ha saputo che Tanne voleva che lei interpretasse il ruolo di Michelle. Così, le ha dato un soggetto di una pagina che aveva realizzato nel 2013. “Ho pensato che ci fosse un punto di vista inedito”, sostiene la Sumpter. “Ho incontrato subito Richard e, una volta che mi ha dato la sceneggiatura, ne sono rimasta conquistata. E così per me è diventata una passione”.

Sebbene lei ammetta di sentirsi più a suo agio come attrice, una volta che è diventata produttrice ha detto a Tanne “non mi interessa se interpreterò o meno Michelle, il mio obiettivo è dar vita al film”.

Mentre i dettagli delle conversazioni della coppia sono stati frutto del lavoro degli sceneggiatori, gli eventi mostrati nel film sono tutti realmente avvenuti. I due hanno effettivamente visitato una mostra d’arte, sono andati a vedere Fa’ la cosa giusta di Spike Lee, si sono goduti un picnic al parco, sono usciti per un drink e sono passati a Baskin-Robbins per un gelato al cioccolato, il preferito di Michelle. Tanne ha scoperto di questo appuntamento grazie a diversi articoli, oltre che per mezzo di un video che ha visto della coppia, in cui loro raccontavano il primo appuntamento.

Soltanto un evento incluso nel film, un incontro della comunità, in cui Obama pronuncia un discorso importante, è avvenuto in realtà più tardi e quando la coppia aveva già iniziato a frequentarsi, peraltro in un luogo di South Side diverso da quello mostrato nella pellicola.

Il film non fa menzione dei risultati raggiunti dalla coppia in seguito. “Non ho mai voluto fare dei riferimenti al futuro”, afferma Tanne, “perché mi interessava soprattutto chi fossero il Presidente e la first lady prima che diventassero le icone mondiali di oggi. Entrambi rappresentano una storia moderna, in cui passano dalle stalle alle stelle. Le loro vite sono una fonte di ispirazione e pensavo che questo fosse il momento migliore per entrarci, quando ancora non erano ancora al loro apice”.

Tanne ha anche evitato di affrontare le idee politiche degli Obama. “Il mio compito non è dire alle persone cosa devono pensare degli Obama che conosciamo oggi. Gli spettatori vedranno il film mantenendo le loro opinioni politiche sul Presidente, la first lady e in generale l’amministrazione Obama. Il mio obiettivo era di creare una storia d’amore moderna tra queste due persone”.

Ridendo, la Sumpter ammette di aver sottovalutato il ruolo di produttrice del film. “Ero ingenua, non sapevo esattamente cosa significasse essere una produttrice, a parte creare qualcosa. Non ero consapevole di quante questioni avrei dovuto affrontare. Ma anche se la recitazione rimane il mio primo amore, adoro mettere insieme le cose”. Considerando che è stata un’esperienza positiva, aggiunge che, probabilmente, non sarà l’ultima occasione in cui sarà produttrice di un film.

Il veterano produttore Robert Teitel non ha mai messo in dubbio le capacità di Tanne o della Sumpter. “Quando ho incontrato per la prima volta Rich, mi ricordo di avergli detto che era nato per fare questo film. Ho capito subito che aveva da tempo in mente il progetto. Soltanto Rich avrebbe potuto farlo. Ed è stata la passione di Tika a renderlo possibile. Lei ha rappresentato l’energia creativa dietro al film”.

Il regista inoltre, ha preteso che gli attori memorizzassero e provassero delle scene lunghe prima che iniziasse la produzione, cosa che hanno fatto con l’aiuto di Skype, visto che potevano anche trovarsi in continenti diversi. “Hanno lavorato come se fossero coinvolti in una rappresentazione teatrale”, spiega Teitel. “Così, se normalmente un programma di riprese comprende circa due/tre pagine e mezzo al giorno, Tanne riusciva a realizzarne 8-10”.

Per quanto lo riguarda, Sawyers sentiva un legame con Barack Obama, molto prima che ci fosse anche soltanto la remota possibilità di interpretarlo. In effetti, quando ancora non aveva deciso di diventare un attore, voleva portare avanti una carriera nell’amministrazione locale e aveva lavorato come lobbista. Inoltre, rende merito a Obama per averlo spinto a diventare un attore professionista quando aveva già 27 anni, un’età decisamente avanzata per questo tipo di lavoro.

Nel 2006, Sawyers ha letto il libro autobiografico di Obama I sogni di mio padre ed è rimasto colpito da un passaggio, in cui il futuro Presidente ha deciso di diventare avvocato, perché riteneva che il modo migliore di migliorare la società era avere la capacità di cambiare le leggi.

In quella parte del libro, lui diceva che voleva andare a Harvard, come se questa fosse la cosa più naturale del mondo”, fa notare Sawyers. “Io recito solo da cinque anni. Non ho nessuna formazione, non ho neanche mai partecipato a una recita scolastica. Ma quello che avevo letto nel 2006, mi ha portato a pensare che avrei recitato e sarei andato a Hollywood, proprio come Obama ha deciso di andare a Harvard. È stata una pazzia, ma ha funzionato”.

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