Google ha deciso di sospendere il lancio di una serie di nuove tecnologie, tra cui un sistema di riconoscimento automatico dei visi ritratti nelle immagini digitali, mentre i suoi dirigenti si interrogano sulle sue possibili ripercussioni, alla luce delle recenti indagini su presunte violazioni della privacy avviate da diverse autorità in Europa. Indagini che finora riguardano le rilevazioni di dati che il gruppo ha effettuato da connessioni internet senza fili (Wi-Fi) durante la sua campagna di mappatura delle strade della maggiori città in Europa (Street view). Adesso, prima di lanciare nuove innovazioni, il gigante internet intende muoversi con i piedi di piombo, ha spiegato l’amministratore delegato Eric Schmidt, secondo quanto riporta il Financial Times.
Per questo sono state avviate diverse consultazioni interne tra i manager e uno dei sistemi su cui si studiano possibili problematiche è proprio quello sul “riconoscimento facciale”.
Vine già utilizzato nel portale di condivisione delle immagini “Picasa” e consente agli utenti di predisporlo per riconoscere determinati visi e effettuare ricerche negli album digitali, che selezionano automaticamente le immagini in cui questi visi sono presenti. Potrebbe essere il prossimo sistema a finire nel mirino della mancata tutela della privacy, osserva il quotidiano. Ieri in Italia il garante della privacy ha avviato una istruttoria su Google in merito ai rilevamenti di dati Wi-Fi fatti con il sistema Street View, in Germania la procura di Amburgo ha a sua volta avviato una indagine per possibile violazione della privacy e una indagine analoga è stata lanciata nella Repubblica Ceca.
Google finora ha evitato di lanciare la tecnologia di riconoscimento sui visi in maniera piú estesa, magari consentendo di sfruttarla per effettuare ricerche ad ampio spettro su tutte le immagini presenti nella rete internet. “Il riconoscimento facciale è un buon esempio – ha detto Schmidt -: qualunque cosa faremo sarà discussa e studiata in maniera molto, molto approfondita”. Secondo l’Ft alcuni sostenitori della tutela della privacy sostengono che un sistema simile potrebbe essere impropriamente utilizzato, ad esempio a scopo di molestie o di ‘salking’, per monitorare una persona tramite le immagini presenti su internet. Il problema per Google è che anche altre società si stanno muovendo su questo segmento, come la neo nata israeliana Face.com, e bloccando le sue operazioni Google rischia di verdersi scavalcare da altri su questo segmento.

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