Secondo il ministro della giustizia, Angelino Alfano, la mafia tentò una trattativa con lo stato attraverso il ‘papello’ di Totò Riina, con la quale volevano evitare il regime di carcere duro (41bis), bloccare le norme per le confische dei beni appartenenti ai mafiosi e per indurre ad una revisione degli ergastoli.

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