Dopo quindici anni di matrimonio, Marie e Boris hanno divorziato. A comprare l’appartamento in cui vivono con le due figlie è stata Marie, ma a pagare i lavori di ristrutturazione Boris. Il problema è che devono continuare a vivere insieme, visto che lui non può permettersi di comprare un’altra casa. Quando però è già stato detto e fatto tutto, nessuno dei due ha intenzione di lasciar correre.

Sezione:

  • – FESTA MOBILE

Cast and Credits

regia/director
Joachim Lafosse
sceneggiatura/screenplay
Mazarine Pingeot, Fanny Burdino, Joachim Lafosse
fotografia/cinematography
Jean-François Hensgens
montaggio/film editing
Yann Dedet
scenografia/production design
Olivier Radot
costumi/costume design
Pascaline Chavanne
suono/sound
Marc Engels, Ingrid Simon, Valérie Le Docte, Thomas Gauder
interpreti e personaggi/cast and characters
Bérénice Bejo (Marie), Cédric Kahn (Boris), Marthe Keller (Christine), Jade Soentjens (Jade), Margaux Soentjens (Margaux)
produttori/producers
Sylvie Pialat, Benoît Quainon, Jacques-Henri, Olivier Bronckart
produzione/production
Les films du Worso, Versus Production

Dichiarazione regista

«In una coppia il denaro rappresenta uno dei motivi di litigio, anche se non è la causa profonda della discussione. Il denaro non è la ragione per cui Boris e Marie non si possono più amare. Il denaro è il pomo della discordia, ma dietro c’è sempre il modo in cui si ottiene o meno il riconoscimento dell’altro, lo si cerca per ciò che si è fatto o non si è fatto. L’investimento non è mai solamente economico o finanziario. Boris e Marie non concordano su come misurare ciò che si sono dati l’un l’altra, perché fin dall’inizio non c’è stata chiarezza sul rispettivo investimento nella coppia. Anche piccoli calcoli fanno grandi storie d’amore».

Regia

Joachim Lafosse (Uccle, Belgio) ha studiato tra il 1997 e il 2001 presso l’Institut des arts de diffusion di Louvain-la-Neuve. Il suo film di diploma, Tribu, è stato premiato come miglior cortometraggio belga al Festival international du film francophone di Namur nel 2001. Il suo primo lungometraggio Folie privée ha vinto il premio Fipresci al Festival internazionale di Bratislava. Il successivo Ça rend heureux è stato in concorso a Locarno, mentre nel 2006 Proprietà privata, con Isabelle Huppert, ha partecipato sempre in concorso alla Mostra di Venezia, dove ha vinto il premio Signis. Nel 2012 ha diretto À perdre la raison, presentato nel Certain regard di Cannes, vincitore di quattro premi Magritte e proposto per rappresentare il Belgio per l’Oscar al miglior film straniero.

Filmografia:
Tribu (cm, 2001), Folie privée (2004), Ça rend heureux (2006), Nue propriété (Proprietà privata, 2006), Élève libre (Élève libre – Lezioni private, 2008), Avant les mots (doc., 2010), À perdre la raison (2012), Les chevaliers blancs (2015), L’économie du couple (Dopo l’amore, 2016).