Doveva sorgere anche a Città Sant’Angelo un nuovo inceneritore, frutto, almeno da quanto asseriscono i PM, di promesse illecite e di corruzione. Venturoni e Di Zio avevano generato un specie di holding della spazzatura, con la quale volevano monopolizzare il mercato dei rifiuti in Abruzzo non contenti evidentemente di voler costruire un impianto di bioessiccazione e un inceneritore a Teramo. La Deco, ditta di proprietà di Di Zio, aveva realizzato una partner-ship con la Ecodeco cercando di spingerla a cedere il brevetto, mancante alla Deco, in maniera completamente gratuita in cambio dell’annessione in un altro grosso affare relativo alla costruzione di un inceneritore a Città Sant’Angelo.

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