Lunedì 21 Maggio sono partite da Cipro9 batteli alla volta di Gaza. E’ la “Freedom Flotilla” organizzata dal Free Gaza Movement e dalle associazioni che compongono la Campagna ECESG (The European Campaign To End The Siege Of Gaza).

I paesi di provenienza dei passeggeri hanno già ricevuto pressioni da Israele affinché scoraggino e impediscano l’imbarco dei propri cittadini.

Il carico è costituito da generi di prima necessità e non. Una lista compilata secondo le richieste pervenute da Gaza – afferma Hannoun Mohammad, referente italiano della Campagna – e allestito grazie a donazioni provenienti da tutto il mondo. Sulla banchina dove è ormeggiato il cargo attendono di essere stivate tonnellate di materiali edili: tegole, mattoni e un carico di 50 prefabbricati ad uso abitativo, pronti per essere montati. L’edilizia nella Striscia soffre della generale penuria, che impedisce da un anno la ricostruzione o la riparazione delle 6.400 case danneggiate e distrutte durante l’aggressione dell’inverno 2008/2009. Sono 3500 le famiglie senza più una casa, a fronte di una popolazione in continuo aumento.

Le strutture mediche versano nelle medesime condizioni: 15 ospedali su 27 risultano distrutti o gravemente danneggiati, mentre altre 43 strutture sanitarie sono fuori uso. Ad appesantire il lavoro di pronto soccorso si aggiungono le tragiche conseguenze di centinaia di incidenti domestici e incendi, connessi alla mancanza di elettricità.
E i medicinali per farvi fronte scarseggiano. Una parte del carico della “Freedom Flotilla” è costituito proprio da farmaci. Hannoun ci spiega come sia importante verificare con scrupolo questo genere di donazioni. Spesso si tratta di medicinali “offerti” perché prossimi alla scadenza, che rischiano di trasformarsi in spazzatura – come spesso accade – giacendo per mesi in magazzini e container. Problemi simili occorrono a causa delle donazioni di attrezzature sanitarie obsolete. Non di rado finiscono fuori uso e reperire i pezzi di ricambio è praticamente impossibile.

Il Governo israeliano ha già annunciato di voler bloccare prima dell’arrivo a destinazione la “Freedom Flotilla”.

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