No ad una legge liberticida. No ad una casta che vuole difendere i propri interessi mantenendo il paese all’oscuro di quello che fa. No al silenzio. Si alla LIBERTA’.

E’ prevista per stasera, alle 22.15, la seduta della commissione Giustizia del Senato per discutere il DDL che disciplina l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche. Il clima è ancora teso, in particolar modo dopo il rimprovero degli Usa per la scelta del nostro governo di porre limiti alle intercettazioni, strumento ritenuto indispensabile per la lotta alla mafia ed al crimine in genere.
Le proposte che saranno esaminate in commissione riguardano in particolar modo le sanzioni previste per editori e giornalisti. Carcere fino a due mesi e ammende dai 2.000 ai 20.000 euro per chi infrange il divieto. Su questo punto la maggioranza ha però espresso la volontà di attenuare le pene, limitando il carcere ad un massimo di un mese e abbassando la soglia minima delle multe.

Devono andare in carcere i criminali, non i giornalisti onesti che denunciano i criminali. No a questo governo di malfattori che palesemente è dalla parte dei criminali e non degli onesti cittadini.

Verrà inoltre rivisto il testo licenziato alla Camera, il quale stabilisce l’uso delle intercettazioni solo per “gravi indizi di colpevolezza”, correggendo probabilmente la formula in “gravi indizi di reato”.
Nel frattempo il mondo della stampa è amareggiato, così come il mondo associativo anti-mafia.

Questo decreto uccide il giornalismo televisivo d’inchiesta, poiché solo i giornalisti professionisti potranno effettuare riprese e registrazioni senza il consenso degli interessati; in caso contrario si rischia la reclusione fino a 4 anni.

E’ assurdo perché, forse non tutti lo sanno, molti operatori sono iscritti all’albo dei pubblicisti, ed inoltre molti non sono iscritti ad alcun albo. Bisogna riflettere che questa legge impedisce, tra le tante cose, anche che un giornalista non iscritto all’albo, non possa, ad esempio, più entrare dentro un ospedale e documentare come certi medici trattano i pazienti oppure dentro un cantierie nel quale vengono violate le norme che riguardano la sicurezza sul lavoro oppure ad esempio documentare gli abusi all’interno di una setta.

MONDORARO, FARA’ DISOBBEDIENZA CIVILE PUBBLICANDO LE INTERCETTAZIONI. MAI RESTEREMO IN SILENZIO. IL SILENZIO E’ PER CHI HA QUALCOSA DA NASCONDERE.

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