Rosana Santiago Silveira è stata brutalmente torturata e uccisa nella città di Nova Viçosa (Bahia, Brasile) il 29 gennaio scorso. Si batte per difendere un’area di protezione ambientale dall’avanzata delle piantagioni di eucalipto. In Brasile le “riserve estrattiviste” sono aree protette in cui le famiglie residenti vivono estraendo prodotti della foreste, mantenendone integre tutte le funzioni.

Secondo suo figlio, Tuian Santiago Cerqueira, Rosane aveva già ricevuto minacce di morte.
“Sì, oggi c’è una sensazione di totale insicurezza, a causa dell’assenza dello stato nel perseguire questi crimini. Eravamo con lei a Natale, e sembrava preoccupata. Ora sappiamo che aveva denunciato tre minacce di morte”, ha detto Tuian a Rádio Brasil Atual.

Rosane Santiago Silveira viveva da 18 anni a Nova Viçosa, battendosi per fondare un’associazione per la protezione di Barra Velha, una riserva ambientale estrattivista, ed era membro del Consiglio della Riserva Estrattivista di Cassurubá.

Secondo il figlio, Rose è stata trovata morta, con braccia e gambe legati e feriti, uno straccio attorno al collo e ferite da taglio e di arma da fuoco nella testa. “Ho visto il suo corpo, era una scena di tortura, con pugnalate, legata, con segni di lotta, e colpi da dietro” ha spiegato. Ed ha aggiunto che la morte di Rose ha creato un clima di terrore in città: “Tutti hanno paura, mia madre era allegra, aveva un buon rapporto con la gente, anche se sapeva essere forte nella lotta, è sempre stata gentile con le altre persone”, ha detto.

Rose si unisce a decine di attivisti ambientali uccisi ogni anno in Brasile. Nel 2016 e 2017, il Paese è stato il primo in classifica per numero di omicidi di attivisti ambientali, secondo Global Witness, che riporta ben 57 esecuzioni nel 2017.

fonte: https://www.salvaleforeste.it