Man mano che si avvicinava l’inizio delle riprese, la sceneggiatura è stata messa a punto e si è cominciato a lavorare con gli attori. Barry Mendel descrive le fasi successive: “Quando abbiamo scelto gli attori, abbiamo fatto alcune riprese con Rose e poi, in maggio, a New York, abbiamo fatto una lettura ad alta voce del copione. È stata una grande illuminazione, come sentir recitare il film vero e proprio. Si capiva fino a che punto fosse divertente e quanto affascinante fosse la storia, e si percepiva che le caratterizzazioni prendevano vita”.

Ripensando alle riprese, Rose Byrne racconta: “Annie è un personaggio complesso, perché ci sono dei momenti in cui è incredibilmente passiva e non fa che pensare alle occasioni perdute: tutta la sua vita è un’occasione perduta, ma poi arriva il tempo in cui bisogna cogliere l’attimo. Cogliere l’attimo e andare contro le regole. Abbiamo cercato semplicemente di seguire questo percorso; Jesse è stato molto d’aiuto, ha un gran talento nel dirigere figure femminili, ovviamente anche perché lo fa da un sacco di tempo per Girls.”

Chris O’Dowd concorda: “Jesse si sente totalmente a suo agio in compagnia di personaggi femminili forti, dati tutti i progetti che ha realizzato in passato. Questo film in sostanza è retto dal personaggio di Rose. Jesse è un regista perfetto per un lavoro come questo, visto che comprende bene la parte riguardante l’ossessione per la musica e anche la prospettiva di una donna forte che cerca di trovare il suo ruolo nel mondo”.

La Byrne era sicura che Peretz fosse il regista giusto, dato che amava molto i suoi lavori per la TV. Ricorda raggiante: “Mi è piaciuta da morire GLOW, la nuova serie Netflix per la cui realizzazione Jesse ha avuto un ruolo molto importante. Sono una fan irriducibile di Girls, quando sono con lui devo controllarmi per non fargli troppe domande. E Judd è un produttore davvero intelligente, riesce a trovare la combinazione perfetta di progetto e regista. Penso che riesca a mettere insieme le persone in modo intelligente e olistico. Lo ha fatto con Le amiche della sposa, inserendo Paul Feig, perché sapeva che sarebbe andato bene in mezzo a un gruppo di donne. Penso che Jesse abbia un’innata comprensione per la musica, data la sua storia personale con i Lemonheads e tutto il resto. Una combinazione di tutte queste cose: Judd è davvero bravo in questo”.

“Non ci sono poi così tanti registi cinematografici che in passato hanno fatto parte di un famoso gruppo rock” sottolinea Ethan Hawke. “Ho incontrato Jesse per la prima volta a New York anni fa, quando aveva appena lasciato i Lemonheads. I commenti su di lui sono sempre stati di questo genere: “È bravo, gli interessa la regia, faceva parte dei Lemonheads.’ Perciò questo sembra l’ambiente giusto per lui, come un assist perfetto.”

Albert Berger è rimasto colpito dal modo in cui Peretz e gli attori hanno dato vita alla sceneggiatura: “Tutti e tre gli attori protagonisti sono bravissimi a improvvisare. Sapevo già che Rose e Chris lo erano, ma Ethan è stato una rivelazione. Per quanto avessi voluto proprio Ethan per quella parte e lo ritenessi l’attore ideale per interpretarla, non avevo idea di questa sua capacità di improvvisazione. In realtà era ovvio dai suoi lavori con Richard Linklater. Si pensa che l’improvvisazione sia appannaggio della commedia, ma Ethan è un attore drammatico con enormi capacità di improvvisazione.

Rose Byrne ha avuto una reazione simile per quanto riguarda la capacità di improvvisare di Hawke: “Ethan è così versatile che ti dimentichi dei suoi successi come sceneggiatore e della sua collaborazione con Richard Linklater. È una persona estremamente variegata, ma non è facile rendersene conto, perché è una star del cinema e quindi ti dimentichi che ha anche scritto dei romanzi, è regista di cinema e teatro e ha scritto quelle incredibili sceneggiature con Linklater. Quando lavori con lui vedi tutto l’insieme, il suo talento si estende in ogni campo; per questo motivo è riuscito a sciogliere molte scene e motivazioni problematiche e ha reso tutto più chiaro. Ci ha aiutato molto durante le riprese, quando cercavamo di risolvere i vari problemi”.

Peretz concorda su tutto: “Ethan è un attore consumato, nel senso migliore del termine. Quando lavori con lui, ti rendi conto che ha fatto ogni tipo di film e ogni tipo di lavoro teatrale. Riesce a concentrarsi su quello che è necessario sottolineare per portare alla luce un personaggio e a farne una persona con cui si ha piacere di affrontare il percorso di lavorazione del film. Dopo aver parlato per la prima volta per un un’ora con lui, ho capito perfettamente perché è stato così bravo in così tanti film in cui interpretava personaggi totalmente diversi. È stato un’altra delle persone indispensabili per portare a termine l’ultima versione della sceneggiatura. Abbiamo fatto una settimana di riprese mentre lui suggeriva modifiche alle battute talmente azzeccate da dare un grosso contributo al film. Non solo per il suo personaggio, ma anche per gli altri attori”.

Jackson, il figlio di Tucker, era una figura molto significativa nell’ambito del film. Il team ha fatto centro con il piccolo Azhy Robertson, come ricorda Barry Mendel: “Azhy è stato uno dei primi attori che abbiamo scelto dopo aver assegnato i ruoli dei tre protagonisti. Era talmente superiore a tutti gli altri a cui abbiamo fatto il provino che ci siamo affrettati a ingaggiarlo prima che prendesse altri impegni”. Aggiunge Peretz: “Ha un istinto naturale incredibile per un ragazzino di quell’età. Con i ragazzini è sempre difficile girare delle scene un po’ più lunghe, ma lui imparava le battute in modo davvero professionale ed era davvero naturale. Tutte le scene che dovevamo girare con lui erano insieme a Ethan e l’esperienza di quest’ultimo, non solo come attore, ma anche come regista e sceneggiatore, è stata utilissima per aiutare Azhy a recitare in modo naturale”.

Continua Mendel: “Jesse si era affezionato molto ad Azhy. I figli e la famiglia di Jesse sono tutti molto vivaci, proprio come Jackson, e penso che lui sia riuscito a tirar fuori proprio dalla sua famiglia l’atmosfera che voleva creare, facendo un ottimo lavoro. Una cosa che Judd e io condividiamo è il fastidio per il modo in cui i bambini vengono rappresentati di solito nei film: sono descritti con sentimentalismo, manca la stranezza, la particolarità dei bambini reali, i loro personaggi non sono ben caratterizzati, si tende alla semplificazione. Penso che Judd abbia avuto difficoltà a inserire nei suoi film i figli di altri perché dai propri figli può par uscire una stranezza e una complessità di comportamento che probabilmente è più difficile tirar fuori da un attore”.