Il romanzo di Nick Hornby Tutta un’altra musica, pubblicato nell’autunno del 2009, ha suscitato l’interesse di Albert Berger e Ron Yerxa, entrambi fan dell’autore e amanti della musica. I due produttori hanno contattato Nick Hornby; dato che i diritti erano ancora disponibili, hanno proposto il progetto a Judd Apatow. “Judd è un grande produttore cinematografico con un forte interesse per la musica, e quindi abbiamo pensato che sarebbe stato il partner ideale. Lui si è mostrato entusiasta del romanzo e ha accettato di collaborare con noi allo sviluppo della sceneggiatura” ricorda Berger. Ron Yerxa aggiunge: “Aveva letto tutti i libri di Nick Hornby e quindi era già prontissimo.”

Dato che la storia si svolge in Inghilterra e negli Stati Uniti, con personaggi che provengono da entrambe le sponde dell’Atlantico, Tutta un’altra musica era un’opportunità perfetta per la partecipazione di una società di produzione americana. Nel quadro dell’accordo con la Universal, Apatow ha accettato di sviluppare la sceneggiatura con fondi discrezionali propri e ha opzionato i materiali su cui collaborare.

La prima cosa da decidere era a chi affidare l’adattamento. Albert Berger e Ron Yerxa collaboravano da tempo con una coppia di sceneggiatori, marito e moglie, Jim Taylor e Tamara Jenkins. “Nel corso degli anni avevamo già portato avanti diversi progetti con Jim e alcuni anche con Jim e Tamara insieme. Abbiamo quindi fatto i loro nomi a Judd e a tutti è sembrata un’ottima squadra per il copione” ricorda Berger. “Abbiamo organizzato un incontro con Jim e Tamara e ci siamo messi a sviluppare la sceneggiatura.”

Durante la fase di sviluppo, il produttore Barry Mendel, collega e collaboratore di Judd Apatow, è venuto a conoscenza del progetto. “I veri iniziatori del progetto sono stati Ron e Albert, nel momento stesso in cui l’hanno proposto a Judd. Stavano preparando un incontro e Judd mi ha parlato sia del meeting sia del libro. Preso dalla curiosità, ho letto il libro e me ne sono innamorato. Ho partecipato al meeting, il cui esito naturale è stata una collaborazione tra noi quattro” ricorda Mendel, che continua: “Siamo tutti produttori concentrati sulla sceneggiatura, l’obiettivo era lanciarsi nella sfida dell’adattamento. Non l’avevo mai fatto ed ero entusiasta di provare quella che mi sembrava una grande esperienza, e cioè leggere un libro per poi trasformarlo in un film che gli rendesse giustizia. Proprio quella sfida era la parte che mi attraeva di più, perché la maggior parte degli adattamenti, specialmente quelli dei libri più interessanti, finisce purtroppo per deludere le aspettative. Ovviamente About a Boy – Un ragazzo e Alta fedeltà sono versioni interessanti dei libri da cui sono tratti e sono pellicole amatissime che il pubblico continua a riguardare, quindi sono adattamenti perfettamente riusciti”.

Jim Taylor e Tamara Jenkins hanno lavorato in modo metodico alle prime stesure della sceneggiatura. Barry Mendel riflette sulla necessità di essere pazienti durante il processo di scrittura: “È come cucinare un piatto che ha bisogno di tempo”. Il quel periodo l’interesse degli studi cinematografici americani per le commedie romantiche inglesi si stava allontanando dai progetti ad alto budget. “Grazie all’accordo di Judd, avevamo stabilito di fare questo film con la Universal, ma all’improvviso alla casa di produzione l’idea di girare un film da 30 milioni di dollari non sembrava più sensata. La Universal ce l’ha detto chiaramente: la sceneggiatura ci piace, è davvero interessante, ma semplicemente non facciamo più film di questo tipo” continua Mendel. “Il mondo degli studi cinematografici è passato alle saghe, a progetti con idee più ampie. Perciò all’inizio del 2014 ci siamo trovati senza nessuno che finanziasse il film e ci siamo resi conto che dovevamo trovare un modo di trasformare quello che avevamo immaginato come un film di medie dimensioni in una versione più “grunge”. Davvero una grande sfida. Abbiamo mandato la sceneggiatura a figure indipendenti e iniziato una collaborazione con il LAMF (Los Angeles Media Fund), con Jeffrey Soros e Simon Horsman, che fanno film di questo tipo. Hanno apprezzato molto il copione, erano davvero interessati a realizzarlo e pronti a finanziarlo.”

Una volta ultimata la sceneggiatura e ottenuti i finanziamenti, era ormai tempo di trovare un regista. Judd Apatow aveva collaborato molto con Jesse Peretz per Girls e riteneva che sarebbe stato un ottimo regista per quel film. Nell’estate del 2014, dopo aver incontrato Albert Berger e Ron Yerxa, Peretz si è unito al team con grande entusiasmo. “Il romanzo mi aveva stregato” ricorda il regista.

“Jesse era la scelta migliore per diversi motivi, tra cui il fatto che aveva suonato a lungo nella band alternative rock The Lemonheads e conosceva il mondo della musica e dei musicisti” spiega Berger. “Ci pareva che avesse la prospettiva giusta per capire bene Tucker come musicista e Duncan come appassionato di musica. Jesse avrebbe anche potuto dare un parere competente sulla creazione degli album Juliet e Juliet, Naked” continua Berger. “Mostrava anche una grande empatia per Annie e per la sua storia. Aveva trovato la chiave di tutti e tre i personaggi e delle loro principali battaglie: l’essere genitori, il desiderio di una donna di trovare il suo posto nel mondo, il ritorno del musicista che si era autorecluso… tutto insieme. Ovviamente Jesse non è inglese e non è una donna, ma è riuscito a entrare in una straordinaria sintonia con ciascun personaggio. Dalla scenografia ai costumi, ha portato una schiettezza e un’autenticità che hanno dato l’atmosfera giusta al film. Jesse è stato un’ottima scelta in tutti i sensi”.

Arruolato Jesse, con Jim Taylor e Tamara Jenkins che intanto erano passati ad altri progetti, il team si è dato da fare a cercare un nuovo sceneggiatore. Spiega Peretz: “La sceneggiatura era già ottima, ma mi sembrava che nella bozza che avevo letto non fossero state sfruttate alcune delle opportunità offerte dal romanzo. Una parte del compito che avevo riservato a me stesso era l’inserimento nella sceneggiatura di alcuni degli spunti che avevo trovato nel libro, per sfruttarli nel film.” Aggiunge Mendel: “La prima stesura del copione era bellissima e mi piaceva molto. Mi è sembrato subito un film, e non un progetto destinato a essere scartato. Poi, nella seconda fase, Jesse ha fatto un confronto tra il libro e l’ultima versione della sceneggiatura; la sua analisi è stata di grande ispirazione. Uno dei suggerimenti fondamentali è stato rendere più importante il rapporto tra Jackson e Tucker e aumentare l’età di Jackson. Il ragazzino era già più grande nel libro. Nella versione di Jim e Tamara era diventato un lattante, ma nell’ultima sceneggiatura Jesse ne ha aumentato ulteriormente gli anni, oltre l’età indicata nel libro. È stata una grande idea. Inoltre Jesse ha avuto l’ispirazione di parlare di più della relazione con Lizzie e di mostrare l’evoluzione di Tucker attraverso il rapporto con quest’altra figlia, che verso di lui prova un misto di amore e odio. È un sentimento che nel film viene enfatizzato di più rispetto al libro. Nel libro forse Lizzie è più infastidita dal padre, ma nel film si vede bene quanto sia arrabbiata con lui. Sotto a quella rabbia c’è un grande desiderio di avere un rapporto con il padre, un bel contrasto e un’innovazione davvero interessante introdotta da Jesse”.

Peretz aggiunge: “Uno dei temi più interessanti dal punto di vista emotivo, per me, era che nel rapporto con i figli Tucker Crowe riesce a superare la sua inerzia. Chiaramente, visto che è stato un pessimo genitore (a parte il legame con Jackson), i figli gli creano un blocco mentale che lo spinge a odiare se stesso e a essere incapace di superare la situazione. Nel libro c’era una storyline sul legame con Lizzie, la figlia di ventidue anni che va a trovarlo e a cui lui va a fare visita in ospedale quando lei partorisce. Nella prima sceneggiatura il personaggio di Lizzie era molto meno importante e non permetteva di sviluppare questo percorso. A voler essere onesti, ci siamo presi un po’ di libertà rispetto al romanzo e abbiamo enfatizzato ulteriormente il personaggio per rendere l’evoluzione più incisiva, con Tucker che si dimostra all’altezza della situazione. Credo che questo sia stato il mio contributo più importante alla rielaborazione della sceneggiatura, perché ha permesso a Tucker di riscattarsi, di imparare qualcosa su se stesso e di riabilitarsi con un altro dei suoi figli”.

Sottolinea Peretz: “Lo dico con grande rispetto per Tamara e Jim, la loro sceneggiatura era fantastica, davvero divertente e dotata di un forte senso cinematografico. È una grande sfida dover adattare un romanzo che già comunica al lettore moltissime cose. Spesso è difficile immaginarsi il modo più intelligente e più diretto per portarlo sullo schermo. Faccio loro i complimenti per tutte le loro scelte e per la loro splendida sceneggiatura, di cui abbiamo tenuto moltissimo nella nuova stesura.”

“Jim e Tamara avevano fatto un lavoro eccellente, ma sentivamo che ci serviva una voce nuova. A un certo punto abbiamo deciso di chiedere a Phil Robinson una nuova versione della sceneggiatura che incorporasse anche tutte le nostre considerazioni” spiega Berger. Ricostruendo la cronologia della fase di sviluppo, Barry Mendel ricorda: “Phil Robinson ci ha proposto la sua versione, da cui abbiamo imparato diverse cose. Poi Jesse ha detto: ‘E se lo facessimo io e mia sorella?’ Phil ci ha lavorato quattro mesi, e poi ce ne sono voluti altri nove per Jesse e Evgenia.”

Yerxa spiega meglio le difficoltà dell’adattamento del romanzo: “Il problema è che il libro si basa su un lungo scambio di e-mail tra Annie e Tucker, che si rendono conto di essere degli spiriti affini senza essersi mai incontrati. Avevamo bisogno di trasformare questo scambio epistolare in un’esperienza visiva”.

“Dopo la bozza scritta da Phil Robinson, Evgenia Peretz è entrata a far parte del team e ha avuto un effetto formidabile su tutto il progetto” continua Berger. “Evgenia ha portato una prospettiva femminile di cui avevamo gran bisogno. È sempre una grande idea quando si deve rappresentare una donna! Nick Hornby ha un grande talento nel costruire i personaggi femminili, come ad esempio in An Education e Brooklyn. Con grande competenza e flessibilità, Evgenia ha incrementato la complessità del personaggio creato dall’autore, esplorando sia il personaggio di Annie, sia il fulcro dell’intero film. Ha alleggerito il racconto ed è stata bravissima a esprimere quello che Jesse sentiva di voler dire”.

Mendel aggiunge: “È stato allora che le cose hanno cominciato a funzionare, eravamo ormai a metà del 2015 quando la sceneggiatura ci è sembrata pronta per essere inviata agli attori”.