“La storia ruota attorno ad alcuni personaggi che, a metà della loro vita, si ritrovano a desiderare una seconda chance” spiega Jesse Peretz. “La protagonista, Annie, è una che si prende cura di tutti e si è assestata su una vita chiaramente confortevole, ma che non le ha permesso di realizzare i suoi sogni e il suo potenziale. Tutte le persone che popolano il suo mondo l’hanno intralciata quando per lei era il momento di prendersi cura di se stessa, ma ora è il momento di uscire da quella situazione”.

“Credo che Annie e Tucker siano vulcani sul punto di un’eruzione” riflette Albert Berger. “Entrambi sono più che pronti al cambiamento. Annie se ne rende conto subito, mentre Tucker sta gradualmente riemergendo da una lunghissima fase di stallo”.

“Molte quarantenni pensano che la loro vita si sia già dipanata totalmente” sostiene Barry Mendel. “Tutti i grandi misteri tipo ‘Come sarà la mia carriera?’… e quando si è adolescenti, si impara a guidare, si lascia la casa dei genitori e ci si chiede ‘Dove vivrò? Chi avrò al mio fianco? Mi sposerò? Avrò figli?’. La maggior parte di queste grandi domande ha già trovato risposta quando si arriva ai quaranta, non restano molti misteri. Nella nostra storia invece tutti i personaggi principali sentono di aver sprecato i venti e i trent’anni. Si ritrovano con un grande disagio interiore, ma non necessariamente con la speranza di rifarsi una vita. Credo che molti possano identificarsi con loro. È la storia di ciò che serve per costruirsi una vita migliore”.

Continua Berger: “Forse la prima tappa della transizione di Tucker è stata la nascita di Jackson, comunque adesso il rocker è pronto per la fase successiva. Quest’ultima comincia con la visita di Lizzie e la corrispondenza con Annie, ma alla fine è attivata principalmente dall’infarto che lo colpisce. Questi personaggi hanno un disperato bisogno di una nuova direzione. In misura minore, è vero anche per Duncan: ha passato la vita ossessionato da Tucker ed è ora che si liberi da questo vincolo, nonché dal rapporto con Annie, che non ha permesso ha nessuno dei due di crescere”.

La Byrne riflette sui motivi per cui Annie sta con Duncan: “All’epoca era un personaggio apparentemente sofisticato, una fonte d’ispirazione. Era appena arrivato nella cittadina, amava l’arte e aveva una passione per i libri, la musica e la cultura. A Sand Cliff, dov’è ambientato il film, c’è una certa penuria di cultura. Per certi versi Duncan ha stregato Annie, anche se è chiaro non dovrebbero stare insieme, sono come una di quelle coppie che conosciamo tutti…”

Secondo Ethan Hawke, la storia tra Annie e Duncan era chiaramente destinata a finire: “Duncan ed Annie sono avviati verso una tranquilla vita di disperazione. Sarebbe esploso qualcosa in ogni modo. Ma io vedo il film dal mio punto di vista. Mi piace pensare che Annie e Tucker siano figure complementari l’una per l’altro, in qualche strano modo. Ma lo capiremo quando vedremo il film. È buffo come per me rifletta davvero Giovani, carini e disoccupati, almeno per la parte del triangolo amoroso: io, Ben Stiller e Winona Ryder. È una sorta di fratello spirituale di quel film”.

A proposito del ruolo di Tucker nella relazione tra Annie e Duncan, la Byrne spiega: “È strano perché Tucker è stato parte del loro legame fin dall’inizio, ne è una sorta di estensione. C’era già prima ancora di comparire fisicamente. Annie è sempre stata come in panchina nella relazione con Duncan, una cosa estremamente frustrante: nel libro c’è una frase splendida in cui si dice che è come una malattia, come avere un partner con una malattia, e lei ci si è semplicemente abituata. All’improvviso, da un giorno all’altro, la malattia scompare”. La Byrne riflette sul legame tra Annie e Tucker: “L’aspetto più interessante delle dinamiche fra loro due è che lui è pericolosissimo, è un vero disastro. Ha dei trascorsi terribili con le ex mogli, ha figli che non ha mai conosciuto. Da spettatore ti chiedi perché Annie si lanci in una cosa del genere. Ma il punto è proprio quello: perché ci innamoriamo di persone totalmente sbagliate? In qualche modo Annie si prende una cotta per lui, se ne innamora. È una donna piena di empatia, molto insicura, sempre intenta ad autocriticarsi e a dubitare di se stessa. E poi decide di lanciarsi e prendere queste decisioni coraggiose. Spero che la gente provi empatia per lei, invece di giudicarla, e che possa identificarsi con lei”.

Barry Mendel esplora ulteriormente le dinamiche tra Tucker e Annie: “Credo che Annie sia una persona molto creativa e coraggiosa e che abbia represso quel lato di se stessa per moltissimo tempo. E penso che Tucker abbia represso il suo lato più ragionevole e generoso. È il classico caso degli opposti che si attraggono. Se ci immaginiamo di avere tutti una sorta di dualità interiore, in entrambi i casi la parte più repressa viene tirata fuori dall’incontro con l’altro. Tucker vive una vita più dionisiaca e Annie un’esistenza più controllata, ma entrambi si rendono conto di non aver assecondato la propria vera natura e di dover considerare la loro identità in toto”.

Aggiunge Jesse Peretz: “Credo che quello che Annie e Tucker offrono l’uno all’altra sia la speranza e l’opportunità di una seconda chance, ma non necessariamente insieme, si tratta più di ispirarsi a vicenda a tirarsi fuori dalla situazione di stallo in cui si trovano. Lasciamo il finale aperto per il pubblico. Non sappiamo esattamente cosa succederà a entrambi, sappiamo che c’è una possibilità. Il mio scopo è che lo spettatore senta che i due si sono sbloccati a vicenda. Perciò, anche se non finiscono insieme, stanno comunque meglio dopo che si sono incontrati e hanno passato del tempo insieme”.

Conclude Barry Mendel: “Questo non è un film che si chiude necessariamente con “e vissero tutti felici e contenti”. È una storia in cui la vera vittoria è trovare il coraggio di tentare “.