La Serbia ha ordinato alle sue truppe lo stato di allerta il 28 maggio dopo che la polizia del Kosovo, pesantemente armata, era entrata nelle regioni popolate da serbi nella parte settentrionale della Provincia Autonoma del Kosovo e Metohija (nel nord del Kosovo) e ha eseguito diversi arresti.

La tv di stato serba ha riferito che sono stati ascoltati colpi di armi da fuoco e gas lacrimogeni quando la polizia speciale del Kosovo “ha fatto irruzione” in uno dei villaggi con veicoli blindati nelle prime ore del mattino. Secondo quanto riferito, la forza del Kosovo coinvolta nella tensione include almeno 73 veicoli.

La regione coinvolta nelle tensioni si trova sulla linea di contatto tra l’area controllata dalle forze della Serbia e quelle del Kosovo. È una regione popolata al 90 percento dai serbi, che si rifiutano di far parte della proclamata Repubblica del Kosovo.

Il comune di Zubin Potok è considerato uno dei luoghi di tensione. La popolazione locale sta costruendo una specie di barricate per impedire ai veicoli delle forze del Kosovo di muoversi attraverso l’area.
Il primo ministro del Kosovo, Ramush Haradinaj, ha confermato l’azione. Tramite Twitter, ha affermato che nella zona è in corso un’operazione di “lotta anti-contrabbando e alla criminalità organizzata”. Le “autorità” del Kosovo hanno detto che almeno due poliziotti sono rimasti feriti durante l’azione.

Fonti serbe descrivono le affermazioni sull’operazione anti-contrabbando e anti-crimine come assurdità e pretesti. Rapporti diversi dicono che da 10 a 13 persone sono state detenute dalle forze del Kosovo. Un membro russo della Missione di amministrazione provvisoria delle Nazioni Unite in Kosovo risulta tra detenuti.

Il funzionario del governo serbo Marko Djuric ha detto che l’azione delle forze del Kosovo è destinata in realtà a intimidire ed espellere i serbi dal Kosovo e presenta “non solo una minaccia alla stabilità, ma la minaccia più diretta alla pace”.

“Se questo non si ferma immediatamente, non c’è dubbio che la Serbia reagirà già durante il giorno di oggi”, ha avvertito Djuric, responsabile per la regione.

Il presidente serbo, Aleksandar Vucic, ha dichiarato che se il Kosvo non fermerà le sue attività illegali, il suo paese sarà costretto a reagire.

Nota: Nel corso dell’ultimo incontro fra il premier serbo Vucic e il presidente russo Vladimir Putin, quest’ultimo ha assicurato che la Russia metterà le sue forze a disposizione della Serbia nel caso in cui si verifichi una aggressione da parte delle forze del Kosovo.