“Adesso vi faccio visitare una piantagione di cannabis legale. Quella senza Thc, senza effetti collaterali di sballi strani”. E’ un Vasco Rossi in versione reporter quello che sul suo profilo Facebook posta un video da Zocca, nel modenese, in cui illustra una coltivazione di cannabis presentata come light. Il Blasco ha fatto di Verucchia di Zocca il suo buen retiro, diventato ormai anche meta di pellegrinaggi da parte dei fan del rocker. Vasco racconta spesso le sue giornate a Zocca sui social, una sorta di diario su Instagram e Facebook, che a volte può ricordare i testi delle sue canzoni, con quel suo intercalare “eh…” che fa parte della mitologia del Komandante. Una delle recenti uscite campagnole del rocker è stata quella nella piantagione di cannabis light della zona a raccontare una storia della ‘new canapa economy’. “Le piantine crescono… E’ anche biologico quindi”, commenta per i suoi milioni di follower, in quello che definisce un “reportage”. Il cantautore non rinuncia nel suo video a mandare un messaggio: “Tira l’aria oscurantista.. Vi faccio tanti auguri”, dice ai coltivatori che lo ospitano e che raccontano il loro lavoro di depotenziamento per rendere legale la cannabis sotto una certa soglia di Thc, al massimo dello 0,2%, “per poter entrare nel mercato”.Si è infatti tornato a parlare recentemente del tema, con la sentenza della Cassazione che lo scorso 30 maggio ha stabilito che vendere prodotti derivanti dalla cannabis light è un reato. Secondo i giudici della Corte, l’attività è illecita indipendentemente dal contenuto di Thc, cioè il principio attivo, della merce, poiché rientra nella fattispecie di reato contenuta nel testo unico sugli stupefacenti del 2016 e non è possibile escludere che inflorescenze, olio e resina (un estratto alcolico) abbiano un effetto drogante. La sentenza non pare decretare la fine dei negozi di cannabis light, almeno non nell’immediato, ma gli addetti ai lavori – come si vede nel filmato girato a Zocca da Vasco Rossi – qualche preoccupazione la manifestano già.