ACTIONAID, NECESSARIA UNA NUOVA LEGGE SULLA CITTADINANZA PER COMBATTERE IL RAZZISMO

Dopo gli Stati Uniti anche l’Italia è attraversata da forti mobilitazioni contro il razzismo: non si tratta solo di solidarietà alle proteste negli USA, ma della denuncia del razzismo istituzionale come problema anche italiano. Anche in Italia chi è considerato diverso fa quotidianamente esperienza del carattere escludente del nostro ordinamento giuridico e politico.

ActionAid è al fianco delle attiviste e gli attivisti che si mobilitano in Italia per chiedere la modifica dell’attuale legge sulla cittadinanza, che rende discriminatorie le nostre istituzioni. Gli effetti della legge attuale sono estremamente negativi. L’ordinamento pone in condizione subalterna chi, figlio di genitori stranieri, nasce, cresce, vive in Italia. L’esclusione dalla cittadinanza favorisce il proliferare di trattamenti diseguali, discriminazioni diffuse, diseguaglianza economica e sociale.

L’attuale disciplina dell’acquisizione della cittadinanza è infatti vecchia, identitaria, segnata dal criterio dello ius sanguinis. Nei tre decenni che ci separano dal 1992, l’anno di approvazione della legge attuale, la composizione dell’Italia è profondamente mutata. Il nostro paese è oggi plurale dal punto di vista delle provenienze geografiche, delle espressioni culturali e religiose. Per contro, chi nasce, cresce o vive in Italia è molto spesso escluso dall’acquisizione della cittadinanza italiana.

“Una nuova legge sulla cittadinanza, più inclusiva di quella attuale, non è soltanto necessaria, ma è anche realisticamente ottenibile e può configurare un’inversione di tendenza rispetto al clima di razzismo diffuso che attraversa la società. Oggi la maggioranza di Governo è a un bivio, deve scegliere con forza da che parte stare. È necessario che l’iter intrapreso dalla Commissione Affari Costituzionali si concluda presto e che il Parlamento discuta e approvi una proposta di legge avanzata, coraggiosa, che riconosca il diritto alla cittadinanza per chi nasce, cresce, vive in Italia” dichiara Katia Scannavini, Vice Segretaria Generale ActionAid Italia.

Le attiviste e gli attivisti non formalmente italiani possono essere alla guida di una mobilitazione generale. Il loro protagonismo non è un auspicio o una faccenda del domani, è già un elemento caratterizzante della nostra società. ActionAid come organizzazione solidale ha davanti un preciso compito politico.

La diseguaglianza nei diritti legittima le discriminazioni che segnano il presente di chi è escluso dalla cittadinanza. L’uguaglianza nei diritti può contribuire a configurare inedite alleanze tra vecchi e nuovi cittadini, in vista di una società complessivamente più eguale e libera. Le mobilitazioni che attraversano il mondo sono l’occasione giusta per congedarsi dal razzismo istituzionale che organizza il nostro ordinamento. Il tempo è ora. ActionAid chiede con forza che venga approvata una legge sulla cittadinanza finalmente giusta, equa, inclusiva.