Cancellazioni vacanze. Risparmio medio di 1.727 euro

Speciale turismo estate

I soldi risparmiati dagli italiani per le mancate partenze estive e i piani cancellati sono in media 1.727 euro (1.942 euro il dato europeo), che circa il 57% ha già deciso di riutilizzare per dei viaggi futuri. I meno fortunati, che invece non hanno avuto diritto a nessun rimborso, hanno perso in media 651 euro a causa delle cancellazioni (673 euro in Europa). A livello globale, il 30% delle persone ha dovuto cancellare una prenotazione. E’ quanto emerge da una ricerca di N26. L’attuale crisi sanitaria, si legge, ha anche influenzato la scelta delle mete preferite per le vacanze estive, con quasi la metà degli intervistati che quest’anno aveva in programma di effettuare un grande viaggio all’estero (43%). Solo il 20% ha mantenuto i propri piani invariati. Di gran lunga superiore la percentuale di chi ha optato per una vacanza dentro ai confini nazionali: il 58% degli intervistati ha deciso di passare le vacanze in Italia per la paura di incorrere in maggiori rischi di contagio in Paesi esteri (46%). In questi casi, il 31% degli italiani ha preferito mete marittime, il 23% ha optato per la montagna, il 21% per il Sud Italia e il 15% ha deciso di visitare una città o il Centro Italia. La crisi sanitaria ed economica ha anche costretto molte persone a rimanere a casa, rinunciando così a qualsiasi spostamento per motivi economici e ipotizzando un viaggio invernale (12%) o un grande viaggio da rimandare al 2021 (20%). In alcuni casi la crisi ha colpito così duramente da costringere alcune persone a richiedere un supporto finanziario, misura a cui a livello globale ha ricorso il 23% degli intervistati. Di questi, il 28% si è rivolto ai propri genitori; stessa percentuale per coloro che hanno approfittato delle misure messe in campo dai vari governi. Il 20% ha fatto affidamento su un amico stretto. Se in alcuni Paesi la motivazione principale è da attribuire alla perdita del proprio posto di lavoro, in Italia (dove il governo ha bloccato i licenziamenti fino al 16 novembre 2020), si chiede aiuto principalmente a causa dei tagli salariali (20%).