Dopo l’arresto di Don Pezzini con l’accusa di presunti abusi su minore, Aurelio Mancuso presidente della comunità lgbt, in una nota dichiara: “In queste ore è forte lo scoramento tra i tanti gay cattolici che hanno conosciuto di persona o tramite le sue azioni e opere don Mario Pezzini – e prosegue – Abbiamo sempre apprezzato un percorso pastorale di ascolto e di difesa della dignità delle persone omosessuali dentro la chiesa cattolica. Tutto questo però non può mettere in secondo piano che le accuse mosse al prelato sembrano essere precise e circostanziate: violenza e abuso sessuale su minore. Per questo anche in questo caso, la nostra posizione non può che essere di ferma fiducia nei confronti delle indagini che potranno chiarire meglio la situazione. Se questo delitto sarà confermato noi gay credenti dobbiamo stare dalla parte della vittima, esprimere dolore e condivisione rispetto a una violenza che lascerà nella sua vita un segno indelebile. Proprio in nome delle teorie propugnate da don Pezzini e da tanti altri teologi, pastori, intellettuali cattolici, dobbiamo saper riconoscere dov’è l’errore, senza cedimenti o possibili fraintendenti attenuanti. Proprio in questi casi bisogna mantenere il coraggio della denuncia e della fermezza, nessun genitore, parente, prete, educatore, insegnante può violare, abusare un minore. Non importa se siano noti, progressisti o conservatori, accoglienti o omofobi, quello che conta – conclude Mancuso – sono le azioni, di cui devono rispondere senza alcuna copertura culturale, davanti alla giustizia dell’uomo”.