La legge belga autorizza soltanto i medici a praticare l’eutanasia volontaria. Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Canadian Medical Association Journal si è concentrato sul ruolo del personale infermieristico nel processo di decisione sul fine vita, sulla preparazione e somministrazione di sostanze letali sia ai pazienti che avevano fatto esplicita richiesta di morire (eutanasia) sia a coloro che non avevano mai espresso esplicitamente tale volontà.
Su un campione di 1678 infermieri che hanno assistito pazienti nel fine vita nel 2007, 128 hanno dichiarato di aver assistito un paziente sottoposto a eutanasia e 120 di aver fatto altrettanto con un paziente sottoposto alla somministrazione di farmaci letali senza consenso esplicito. Il 64% e il 69% rispettivamente di questi due gruppi di infermieri ha detto di aver partecipato al processo di formazione della decisione sul fine vita. Nella maggior parte dei casi, per partecipazione si intende lo scambio di informazioni con il paziente e/o i suoi familiari (45% e 51%), piuttosto che una condivisione della decisione (24% e 31%).  Nel caso dell’eutanasia legale, il 12% degli infermieri ha somministrato il farmaco, nonostante la legge autorizzi soltanto i medici. Nel caso di pazienti che non avevano espresso la volontà di morire, il 45% del gruppo di 120 infermieri ha somministrato il farmaco. Nella quasi totalità dei casi, gli infermieri hanno agito su ordine dei medici, ma spesso in loro assenza. Gli infermieri che hanno somministrato farmaci letali sono generalmente maschi e lavorano in ospedale, mentre i pazienti sono generalmente ultraottantenni (intervallo di confidenza attorno al 95%).
In conclusione, scrivono gli studiosi, nel somministrare farmaci letali in alcuni casi di eutanasia e in quasi la metà dei casi di assistenza alla morte senza la richiesta espressa dei pazienti, gli infermieri esaminati nello studio hanno operato oltre i confini della legge.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here