Oltre il 90% dei petti di pollo venduti nei supermercati CONAD, Coop ed Esselunga mostra segni evidenti di white striping, una miopatia muscolare che si manifesta sotto forma di strisce bianche sul petto dei polli. Queste striature, costituite da grasso e tessuto cicatriziale, sono indice di standard di benessere animale inadeguati, bassa qualità della carne e alterazioni nutrizionali.
A denunciarlo è un nuovo report di Essere Animali, associazione impegnata nella tutela degli animali allevati, che ha condotto un’indagine su oltre 600 confezioni di petti di pollo a marchio dei tre principali gruppi della grande distribuzione. I campioni sono stati raccolti in dieci città italiane, tra marzo e aprile 2025.
I risultati dell’indagine
I dati diffusi dall’associazione sono allarmanti:
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CONAD: white striping nel 92,0% dei campioni analizzati, con casi gravi (livelli 2 e 3) nel 52,4%.
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Coop: white striping nel 90,6% dei campioni; tuttavia, considerando solo le confezioni pienamente valutabili, la percentuale sale al 96,1%, con il 55,4% dei casi gravi.
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Esselunga: white striping nel 96,4% dei prodotti, con casi gravi nel 50,9%.
Coop, sottolinea Essere Animali, presenta la più alta incidenza di casi gravi tra le insegne esaminate. Inoltre, l’associazione critica l’utilizzo di etichette di grandi dimensioni e superfici traslucide nel packaging dei prodotti Coop, che rendono difficile valutare visivamente lo stato della carne e limitano la trasparenza verso i consumatori.
“Benessere animale solo sulla carta”
«Coop sostiene che il benessere animale sia un pilastro della propria politica aziendale, ma i nostri dati raccontano tutt’altro», afferma Simone Montuschi, presidente di Essere Animali.
«I risultati mostrano la più alta percentuale di casi gravi di white striping tra le insegne analizzate e condizioni preoccupanti per i polli da carne allevati nella filiera Coop. Questi dati sono persino peggiori rispetto a quelli rilevati nei discount Lidl nel 2024», aggiunge Montuschi.
Una malattia legata all’allevamento intensivo
Il white striping è una miopatia degenerativa tipica dei polli a rapido accrescimento. La selezione genetica spinta porta gli animali a crescere in tempi estremamente brevi, ma a discapito della salute: i muscoli si sviluppano troppo velocemente rispetto alla capacità del sistema circolatorio di fornire sangue e ossigeno sufficienti. Le fibre muscolari danneggiate vengono quindi sostituite da tessuto fibroso e grasso, dando origine alle caratteristiche striature bianche.
Le conseguenze non sono solo etiche, ma anche qualitative: la carne affetta da white striping presenta fino al 224% in più di grassi e fino al 9% in meno di proteine, risultando visibilmente alterata anche per il consumatore.
Un problema sistemico
Secondo le evidenze scientifiche, la malattia interessa dal 50% al 90% dei polli a rapido accrescimento, che rappresentano circa il 90% della produzione italiana.
Negli allevamenti convenzionali, decine di migliaia di polli vengono cresciuti in capannoni chiusi e inviati al macello in appena 30-40 giorni, privilegiando la velocità e la quantità alla salute animale.
È proprio da queste filiere che proviene gran parte della carne di pollo venduta a marchio CONAD, Coop ed Esselunga, tre delle insegne più popolari tra i consumatori italiani secondo Altroconsumo.
La proposta: adottare lo European Chicken Commitment
Per affrontare il problema, Essere Animali invita le catene della GDO ad aderire allo European Chicken Commitment (ECC), lo standard minimo europeo per migliorare le condizioni di allevamento dei polli.
Già oltre 300 aziende europee – tra cui Carrefour Italia, Eataly, Cortilia e il Gruppo Fileni – hanno adottato i criteri ECC, che prevedono l’utilizzo di razze a crescita più lenta, una densità minore negli allevamenti e metodi di macellazione più umani.
«Un impegno concreto di CONAD, Coop ed Esselunga sull’ECC migliorerebbe in modo significativo la qualità della vita di milioni di polli e offrirebbe ai consumatori italiani prodotti più sostenibili e trasparenti», conclude Montuschi.
Note :
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L’indagine è stata condotta su 619 confezioni totali (CONAD 215, Coop 181, Esselunga 223) in 48 punti vendita di 10 città italiane.
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Coop utilizza packaging con etichette estese e petti di pollo con superficie traslucida, che ostacolano la visibilità delle strisce bianche e sollevano dubbi sulla trasparenza verso il cliente.



