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Ritorna Francesca Incudine con “Sa Mastra”

Un omaggio alla maestra sarda antifascista Mariangela Maccioni: libertà, coraggio e memoria nel nuovo singolo che anticipa l’album Radica

A sette anni dalla vittoria della Targa Tenco per il miglior album in dialetto, Francesca Incudine torna con un nuovo singolo, “Sa Mastra”, un intenso racconto in musica dedicato alla figura della maestra sarda Mariangela Maccioni, donna coraggiosa che durante il fascismo scelse la libertà di pensiero al prezzo della persecuzione.
Il brano anticipa l’album “Radica” (Moonlight Records / Ird), un progetto che segna il ritorno della cantautrice siciliana nel panorama della world music italiana.

La storia di una donna libera

Con “Sa Mastra”, Francesca Incudine rende omaggio a una protagonista dimenticata della resistenza civile.
Mariangela Maccioni, insegnante a Nuoro, nel 1937 rifiutò di celebrare il regime fascista nelle sue lezioni e per questo fu arrestata dall’Ovra, la polizia politica del tempo, il giorno del suo compleanno. “Non temo chi può uccidere il mio corpo, nello spirito è l’offesa”, dichiarò la Maccioni poco prima della prigionia, durata trentanove giorni.

Durante la reclusione, la maestra pensava ai suoi alunni e al valore della conoscenza come strumento di libertà. La sua memoria rivive oggi in un murales in piazza Italia a Nuoro, opera del maestro Francesco Del Casino su commissione dell’Anpi, che ha ispirato anche la copertina del singolo.

Un canto per la memoria e la libertà

Il nuovo brano prosegue il percorso artistico di Francesca Incudine, da sempre attenta a dare voce alle storie di donne e di resistenza.
In “Sa Mastra”, la cantautrice intreccia folk, tradizione e attualità, raccontando con delicatezza la forza di chi sceglie di non piegarsi.
«La storia di Mariangela Maccioni ci parla ancora oggi – spiega l’artista – perché è la storia di chi crede nella cultura come forma di sopravvivenza e nel coraggio delle idee».

Il singolo si inserisce nella galleria di ritratti femminili che costellano il suo repertorio: da “Zinda”, dedicata all’attivista pakistana Sabeen Mahmud, a “No Name”, brano sulla tragedia della Triangle Shirtwaist Factory di New York, diventato oggetto di studio alla New Jersey City University.

“Radica”, il nuovo album

“Radica” è un viaggio nelle radici, quelle che tengono saldo l’albero e gli permettono di crescere.
«Di un albero si ammira la chioma, ma è la radice a sostenerlo», racconta Incudine.
L’album, composto da tredici brani tra folk e pop d’autore, esplora storie di resistenza, identità e appartenenza: una musica che intreccia memoria e contemporaneità, dialogando tra terre, culture e generazioni.

I protagonisti di “Sa Mastra”

Testo e musica: Francesca Incudine
Produzione artistica: Manfredi Tumminello, Raffaele Pullara, Salvo Compagno
Musicisti:

  • Francesca Incudine – voce

  • Manfredi Tumminello – chitarra

  • Raffaele Pullara – mandolino, fisarmonica

  • Salvo Compagno – percussioni

  • Davide Inguaggiato – contrabbasso

Registrato, mixato e masterizzato da Raffaele Pullara presso Recraft Studio (Palermo)
Etichetta: Moonlight Records
Progetto grafico: Pietro Grassi
Ufficio stampa: Daniela Esposito – Strategie di Comunicazione

Un ringraziamento speciale all’Anpi di Nuoro e al maestro Francesco Del Casino per la concessione dell’immagine del murales dedicato a Mariangela Maccioni.

Chi è Francesca Incudine

Cantautrice e percussionista originaria di Enna, Francesca Incudine è una delle voci più riconoscibili della nuova canzone popolare italiana.
Suona i tamburi a cornice fin da giovanissima e nel corso della sua carriera ha conquistato numerosi riconoscimenti: dal Premio Andrea Parodi al Premio Bianca d’Aponte, fino alla Targa Tenco 2018 con l’album “Tarakè”.

Ha portato la sua musica in Italia e all’estero, rappresentando la canzone d’autore siciliana anche in Pakistan, dove si è esibita con l’orchestra del NAPA Conservatory di Karachi, riscuotendo grande successo.
La sua scrittura, poetica e civile, intreccia dialetto, world music e impegno sociale, ponendo sempre al centro le storie di donne che, come radici, resistono e nutrono il futuro.

Redazione
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