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Università, cresce il disagio tra gli studenti: ansia e stress in aumento del 30% in tre anni

Depressione, stress, ansia, paura degli esami e incertezza per il futuro: sono i mali che oggi colpiscono sempre più studenti universitari. In soli tre anni le richieste di aiuto psicologico sono aumentate del 30%, un dato che fotografa una generazione in difficoltà, segnata da pressioni accademiche, disorientamento lavorativo e fragilità emotive sempre più diffuse.

L’Università Niccolò Cusano ha scelto di affrontare questo problema istituendo lo Sportello d’Ascolto, uno spazio pensato per offrire supporto psicologico e orientamento a chi si trova in momenti di crisi. Nato con l’obiettivo di accompagnare gli studenti nel percorso di studi e nella gestione delle proprie difficoltà, lo sportello si è trasformato in un punto di riferimento per centinaia di giovani e famiglie.

“Lo Sportello d’Ascolto funziona come una sorta di psicologo di base”, spiega il professor Lorenzo Campedelli dell’Unicusano. “Dopo una prima valutazione, lo studente viene guidato verso il professionista o il trattamento più adatto. È un modello che potrebbe rappresentare un esempio per il futuro, in linea con l’introduzione della figura dello psicologo di base in alcune Regioni”.

Il bilancio tracciato dal docente rivela un quadro chiaro: circa il 60% delle richieste di aiuto riguarda problemi personali che si manifestano con ansia, depressione e stress, mentre il restante 40% è legato a blocchi nello studio e difficoltà nel percorso accademico. Lo sportello, attivo sia in presenza che online, offre ascolto attivo e non giudicante, aiutando gli studenti a gestire disturbi specifici dell’apprendimento e difficoltà di natura psicologica o relazionale.

Dopo un avvio timido, con pochi accessi da parte di studenti di Psicologia, il servizio è diventato sempre più frequentato anche da iscritti ad altre facoltà, come Giurisprudenza, Ingegneria ed Economia. Negli ultimi mesi, anche studenti della comunità LGBTQ+ hanno trovato nello sportello uno spazio sicuro dove confrontarsi su ansia, discriminazione e stress legati al percorso di studi e alla vita quotidiana.

Secondo Campedelli, le cause principali del disagio sono il blocco nello studio, la difficoltà di comunicare con professori e tutor, la gestione delle relazioni e l’incapacità di affrontare la pressione costante della performance. In alcuni casi emergono patologie più gravi che richiedono interventi specialistici e percorsi psicoterapeutici.

Lo Sportello d’Ascolto non si limita a offrire aiuto immediato, ma promuove anche l’autoconsapevolezza, invitando gli studenti a riconoscere e comprendere ciò che stanno vivendo. “Oggi molti giovani usano termini come ‘attacco di panico’, ‘bipolare’ o ‘borderline’ senza sapere realmente cosa significhino”, aggiunge Campedelli. “C’è confusione, e soprattutto poca consapevolezza di sé. Aiutarli a conoscersi e ad accettare i propri limiti è il primo passo per stare meglio.”

L’esperienza dello Sportello d’Ascolto dimostra che il benessere mentale non può più essere considerato un tema secondario nell’università. È parte integrante della formazione, un elemento fondamentale per permettere ai ragazzi di costruire il proprio futuro con equilibrio, fiducia e serenità.

Redazione
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