Dalla cavità di un orecchio mozzato abbandonato, in Velluto Blu, David Lynch ricostruiva i traumi della tranquilla provincia americana. In maniera simile, in un crescendo di tensione inesplosa e di surrealtà filtrata con il quotidiano, fatta di piccoli gesti irrisolti, la thailandese Sukkhapisit riesce nella rappresentazione di una famiglia atipica: Tanya è una transgender che cresce la “sorella” (Jennifer) e il “fratello” (Johnny) più piccoli. Tormentata per non essere accettata per quella che è ed ossessionata dalla propria sessualità, non viene apprezzata per i suoi sforzi, si annienta in una disperata solitudine. Presto i ragazzi dalle loro delusioni amorose trarranno linfa per un cambiamento, ma a caro prezzo. Il film tratta il tema transgender, della prostituzione e della perdita, in maniera delicata ma visionaria che ci ricorda la Tonia di Morrer Como Um Homem di João Pedro Rodrigues. Interpretato dalla stessa regista transgender, il film è stato vittima dell’ennesimo caso di censura a Bangkok.

regia

Tanwarin Sukkhapisit

sceneggiatura

Tanwarin Sukkhapisit

montaggio

Chakorn Chaipreecha

fotografia

Phumin Chinaradee

suono

Sarawut Panta

musica

Ake O-Tarawanna

interpreti

Tanwarin Sukkhapisit, Suchada Rojmanothum, Nonpavit Dansriboon, Anupong Sakulmongkollap, Steven Fuhrer

produttore

Tanwarin Sukkhapisit

produzione

Pop Pictures Co., Ltd.

distribuzione

Pop Pictures Co., Ltd.

co-produttore

Aditya Assarat, Soros Sukhum

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here