A vent’anni dalla sua uccisione, il Parlamento europeo dedica un momento di ricordo ad Anna Politkovskaya, giornalista russa conosciuta per le sue inchieste sulla situazione dei diritti umani in Russia, in Cecenia e nel Caucaso settentrionale. L’incontro è previsto lunedì 5 ottobre a Strasburgo, dalle 19.30 alle 20.30, nella sala De Madariaga S1 del Parlamento europeo. L’iniziativa è promossa nell’ambito delle attività dedicate ai diritti umani e alla cooperazione parlamentare UE-Russia.
Politkovskaya fu uccisa il 7 ottobre 2006 nell’ascensore del palazzo in cui abitava a Mosca. Nel corso della sua carriera aveva pubblicato numerosi articoli e diversi libri dedicati alle violazioni dei diritti umani, con particolare attenzione alla guerra e alla situazione della popolazione civile in Cecenia e nel Caucaso settentrionale. Per il suo lavoro aveva inoltre sostenuto direttamente alcune vittime di violazioni dei diritti fondamentali. Il Parlamento europeo aveva già ricordato il suo impegno in una risoluzione approvata dopo la sua morte, definendola una giornalista impegnata nella difesa dei diritti umani.
L’appuntamento di Strasburgo sarà anche l’occasione per discutere più ampiamente della situazione delle libertà fondamentali e del tema dell’impunità in Russia. Al dibattito parteciperanno Anna Victoria Politkovskaya, nipote della giornalista e attivista politica, Mariana Katzarova, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nella Federazione Russa, e Kirill Martynov, direttore di Novaya Gazeta Europe. L’incontro sarà accompagnato da un dibattito della sottocommissione per i diritti umani e sarà trasmesso online dal Parlamento europeo.
Il ricordo di Anna Politkovskaya torna così al centro di un’iniziativa istituzionale proprio alla vigilia del ventesimo anniversario della sua morte. La sua vicenda è rimasta legata al giornalismo d’inchiesta e alla denuncia delle violazioni dei diritti umani, mentre il suo assassinio continua a rappresentare uno degli episodi più noti nella storia delle minacce rivolte ai giornalisti che si occupano di conflitti e potere. Il Parlamento europeo aveva già sottolineato, dopo la sua morte, l’importanza della libertà dei media e della protezione dei giornalisti indipendenti.
A distanza di due decenni, l’omaggio di Strasburgo non sarà quindi soltanto una commemorazione personale, ma sarà inserito in una discussione più ampia sul giornalismo, sulla libertà di espressione, sui diritti fondamentali e sulla situazione dei giornalisti e dei difensori dei diritti umani in Russia.



