In aprile, nell’arco di soli 10 giorni, in una comunità warao del Venezuela sono morti sei bambini a casa di malnutrizione, malattie e scarsa assistenza sanitaria.

Secondo l’Istituto della Salute Pubblica del Venezuela, tra i sintomi che hanno portato alla morte dei piccoli si contano vomito, diarrea e disidratazione.

I Warao della comunità di Cambalache, nel Venezuela orientale, vivono in condizioni spaventose accanto a una discarica da cui oggi dipendono per procurarsi cibo e materiali per le abitazioni. L’accesso all’acqua potabile è limitato.

L’esplorazione petrolifera nell’area – iniziata senza consultazione con il popolo indigeno – ha inquinato i corsi d’acqua dei Warao, degradato il loro ambiente e compromesso sensibilmente la loro salute.

La situazione, a cui le autorità non hanno risposto con tempestività, rimane molto critica e si teme per la vita di molti altri bambini; nella comunità continuano a dilagare malattie e malnutrizione, e ai Warao non è garantita un’adeguata assistenza sanitaria.

“Per quanto ancora dovremo vivere vicino a questa discarica?” ha dichiarato Antonio Valenzuela, un rappresentante Warao della comunità. “Non abbiamo denaro… stiamo soffrendo, e guarda com’è sporco questo posto… I bambini stanno morendo, ci stanno sterminando e noi non lo vogliamo… Cosa ci sta a fare il governo?”

Nello stato di Delta Amacuro, nel Venezuela orientale, vivono circa 20.000 Warao. Molti abitano in case con il tetto di paglia sopra palafitte che li mantengono al riparo dalle fluttuazioni delle maree. I Warao hanno una relazione stretta con l’acqua del fiume Orinoco da cui dipendono per bere, nutrirsi, lavarsi e spostarsi. Il pesce è parte cruciale della loro dieta, e ricavano il sago dalla palma Moriche (Mauritia flexuosa).

Fonte: www.survival.it

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