Attivisti nonviolenti tentano di proteggere le foreste russe, ma vengono aggrediti da teppisti, guardie private e forze di polizia.
Un gruppo di attivisti si era recato in un’area della foresta di Khimki in cui erano in corso attività di taglio illegale di alberi, per costruire un’autostrada che spaccherà in due la preziosa foresta. Obiettivo degli ambientalisti era visionare i permessi di taglio e documenti ufficiali. Dopo una breve discussione, una massa di poliziotti in tenuta antisommossa e di forze di sicurezza private hanno fatto irruzione nell’area e picchiato diversi attivisti pacifici (vedi foto e  video).

Il conflitto per la foresta di Khimki è di nuovo all’ordine del giorno, dopo la scoperta di attività di deforestazione illegale nell’area contesa.
Lo scorso luglio il campo degli ambientalisti è stato aggredito da assaltatori dal volto coperto.
La polizia, chiamata dagli ambientalisti, non è intervenuta, ma successivamente ha arrestato sette attivisti e due giornalisti. Successivamente il leader della protesta, Yevgenia Chirikova, è stata arrestata illegalmente.
La foresta di Khimki Forest è un ecosistema unico nell’area moscovita, con quercie pluricentenarie, abitati da alci, cinghiali e numerose specie di uccelli. L’autostrada Mosca – San Pieroburgo taglierà in due la foresta di Khimki, nel tratto dalla circonvallazione di Mosca all’aeroporto di Sheremetyevo. Il progetto è nato come il partenariato tra pubblico e privato con la partecipazione di grandi banche di investimento occidentali – la BERS e la Banca europea degli investimenti. L’intermediazione è gestita dalla North-West Investment Company, sostenuta dalle francesi Vinci e Eurovia. Il progetto è gestito da un’impresa, Avtodor, che al tempo stesso ha poteri di agenzia statale.
Il percorso attraverso la foresta, benchè illegale e più lungo, permette di evitare viadotti e gallerie, e eventuali contrattazioni con i proprietari dei terreni.

Dopo mesi di conflitto, Greenpeace e il WWF si sono appellati al Partito Verde Europeo far ritirare la partecipazione europea al progetto, se il percorso dell’autostrada non sarà mutato, e il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che afferma come un investimento europeo al progetto sia inaccettabile. Bankwatch, ha iniziato a seguire con attenzione gli sviluppi, e perfino il Senato francese ha messo in guardia la società Vinci. Vale la pena notare che la Duma russa è evidentemente meno preoccupato per il problema di quella francese Senato. Nel frattempo, oltre 40 organizzazioni ecologiste russe hanno richiesto ai potenziali investitori di ritirarsi dal progetto fino a quando la foresta di Khimki non sarà protetta.

Il caso Khimki più di un semplice “caso di protezione delle foreste” – è un precedente per la società civile russa e coinvolge tutti i livelli politici fino al vertice del paese.

Per aggiornamenti vedi http://forestforum.ru/
Per maggiori dettagli, leggi l’articolo di Yevgenia Chirikova, di Ecodefense

Fonte: http://www.salvaleforeste.it

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