L’orso Dino che l’estate scorsa è diventato famoso per le sue scorribande nel Vicentino e nel Trentino è stato ucciso il 15 marzo in Slovenia. L’orso è stato colpito con un proiettile sparato con fucile di precisione da un tecnico del ministero delle Foreste della Slovenia, con tanto di autorizzazione all’abbattimento perché considerato irrecuperabile. Il collare che gli era stato posto al collo era divenuto troppo, e nel tentativo di toglierselo, l’orso si é procurato una brutta ferita al collo.

Fonti locali riportano che sia stato visto sbattere la testa ripetutamente contro un muro, per dolore procurato dal  collare. A causa di questo comportamento, i cacciatori e i forestali Sloveni hanno ritenuto che Dino avesse contratto la rabbia. Dopo l’abbattimento si sono invece accorti che il comportamento anomalo era provocato dalla sofferenza per il collare troppo stretto.

Sul versante trentino, non va meglio per gli orsi. A Trento si è addirittura mobilitata la Lega, per chiedere la cattura dell’orsa chiamata Dj3 (figlia di Daniza e di Joze). L’animale, colpevole di furto di pecora (con l’aggravante che la pecora era del parroco) sarà arrestato e finirà in un recinto per “orsi problematici” a pochi chilometri da Trento. La stessa sorte toccata cinque anni fa a Jurka, un’altra orsa trentina, anch’essa giudicata  ribelle. L’ordine di cattura è stato firmato dal governatore Lorenzo Dellai.

La psicosi sulla “sicurezza” ha preso possesso dei paesi ai piedi delle Dolomiti di Brenta, dove la Lega cavalca la protesta degli allevatori anti-orso con interrogazioni e conferenze stampa: “Dove è stato Dellai in questi anni in cui l’orso si è moltiplicato? Pensava forse che fossero tutti come l’orso Yoghi dei fumetti?” ruggisce Maurizio Fugatti, segretario della Lega Nord Trentino).

In realtà, gli orsi trentini sono stati visti più volte frugare nei cassonetti, e diversi allevatori hanno denunciato l’uccisione di pecore e polli (anche se da parte ambientalista c’è chi sospetta che parte delle denunce siano finalizzate a ottenere risarcimenti, giocando sulla psicosi dell’orso). Ma non sono mai state registrate aggressioni da parte degli orsi.

Già nel 2006 l’orsa Jurka (colpevole di passeggiare per le piste da sci di  Madonna di Campiglio invece di andare in letargo) è stata arrestata e rinchiusa in recinto. Due mesi dopo la gendarmeria bavarese ha ucciso suo figlio, l’orso Bruno, colpevole di furto di polli. Due anni più tardi le autorità svizzere hanno giustiziato l’altro figlio di Jurka Jj3. La famiglia di Jurka ha pagato cara la fiducia negli umani.

Fonte: http://www.salvaleforeste.it

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