Nonostante la direttiva Ue Bolkestein del 2006 diceva che non ci sarebbero piu’ state concessioni rinnovate automaticamente, ma gare e aste ogni sei anni, l’Italia non si e’ adeguata ed ha attivato la piu’ consolidata pratica amministrativa, quella della proroga fino al 2015, poi si vedra’. Intanto l’Ue ha avviato una procedura di infrazione e il nostro Governo, fermo restando il diritto di passaggio e utilizzo della spiaggia, ha previsto che tutto cio’ che e’ terreno su cui insistono insediamenti turistici (chioschi, stabilimenti balneari) sara’ oggetto di diritto di superficie, che durera’ novanta anni e dovra’ essere richiesto dagli imprenditori che vorranno proseguire la propria attivita’. Cosi’ nel decreto sviluppo.
La Commissione Ue sarebbe “sorpresa” se le notizie di stampa sulle concessioni ai privati delle spiagge italiane per 90 anni venissero confermate. “Non sarebbe conforme con le discussioni in corso sull’argomento fra Bruxelles e le autorita’ italiane”, ha detto la portavoce del commissario Michel Barnier.

fonte aduc

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