Un gruppo di indigeni della comunita’ ‘P’urhepecha’ dello stato di Michoacan sta ormai da giorni sfidando uno dei tanti gruppi di narcotrafficani del Messico: lo sottolinea oggi la stampa locale, ricordando le iniziativa messe in atto da tempo dagli indios del villaggio di Cheran contro il cartello narco della ‘Familia’.
Ormai da giorni, gli indigeni di Cheran hanno chiuso gli ingressi di Cheran, proprio per impedire l’arrivo dei sicari della ‘Familia’.
Armati con machete, sassi e bastoni, i guardiani del villaggio presidiano gli ingressi, sottolineano i media locali, mentre Amnesty International ha in una nota sottolineato la gravita’ della vicenda.
‘Per anni, una delle gang della ‘Familia’, principale cartello del narcotraffico di Michoacan, ha sequestrato e ucciso membri della comunita’ di Cheran, al fine di impossessarsi senza alcun ostacolo del legname pregiato dei boschi dell’area’, ha sottolineato Amnesty, rilevando che nella regione i narcos ‘agiscono con la complicita’ della polizia e le autorita’ locali’.
Dal 2009, ha precisato Amnesty, sono sette i membri della comunita’ indigenza che sono stati uccisi, mentre cinque di loro sono scomparsi dopo essere stati rapiti.
Qualche giorno fa, ha ricordato la stampa locale, gli abitanti di Cheran sono tuttavia riusciti impedire l’ingresso nell’area di un gruppo di taglialegna di frodo armati e inviati dai narcos. Negli scontri, hanno precisato le fonti, sono rimasti uccisi due indigeni.
Al fine di denunciare la situazione e di attirare l’attenzione delle autorita’ centrali di Citta’ del Messico, la ‘Convenzione della nazionalita’ P’urhepecha’, che rappresenta 63 comunita’ indigene di Michoacan, ha pubblicato un documento ‘di solidarieta’ con l’eroica lotta di Cheran’.

fonte aduc

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