‘L’eutanasia e’ un diritto assoluto della propria autodeterminazione, in quanto ognuno ha diritto a un proprio progetto di vita e anche di morte’. Il professor Umberto Veronesi si e’ cosi’ espresso questa sera all’Universita’ Bocconi di Milano, commentando un suo intervento nel libro ‘Dove andremo a finire’ di Alessandro Barbano, in cui, intervistato, definisce l’eutanasia ‘un approdo irrinunciabile della civilta”.
‘Specie nelle malattie terminali, quando non si e’ piu’ autosufficienti, si soffre o si e’ dipendenti dagli altri, ci si puo’ permettere di chiedere al medico una mano per morire in maniera decorosa – ha spiegato Veronesi -. E’ tutto qui e la maggior parte dei medici lo fa gia’, ma non lo dichiara, aumentando progressivamente la dose di morfina’. Secondo Veronesi, tale pratica ‘e’ accettata in quasi tutte le societa’ e anche dal papa Paolo VI che a un congresso di anestesisti dichiaro’ che per combattere il dolore si puo’ arrivare anche a questo’. L’eutanasia, ha concluso Veronesi, ‘e’ un problema non tanto da legiferare, quanto da dibattere perche’ noi rimuoviamo la morte e la teniamo nascosta, quando invece e’ un elemento fondamentale della nostra vita’.
In un altro passaggio del libro, Veronesi si dice anche favorevole all’utilizzo della clonazione umana: ‘Non sara’ mai applicata su larga scala – ha spiegato stasera -, ma ci sono delle condizioni in cui qualche volta potrebbe essere usata, come nei casi di danni genetici gravi in coppie che vogliono un figlio e possono cosi’ averlo utilizzando solo del dna sano’.
D’altra parte, ha concluso il professore, ‘la clonazione non e’ un’anomalia e la vediamo quotidianamente nei gemelli’.

fonte aduc

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