Il traffico di droga e’ ‘una seria minaccia alla salute, alla sicurezza ed al benessere dell’intera umanita”. Per contrastarlo serve un ‘approccio integrato che punti a ridurre, da un lato, l’offerta (coltivazione, produzione e traffico) e, dall’altro, la domanda (consumo e gli associati problemi di salute e sociali)’.
Occorre inoltre rafforzare la cooperazione internazionale. E’ quanto si legge nella dichiarazione politica dei ministri dell’Interno del G8 riuniti a Parigi sotto la presidenza del ministro francese Claude Gueant. Presente, per l’Italia, il ministro Roberto Maroni.
Nell’occasione, e’ stato sottoscritto – con il coinvolgimento dei ministri di un’altra ventina di Paesi (dal Ghana al Messico, dal Senegal alla Colombia) – anche un piano d’azione specifico contro il traffico di cocaina. Tra i punti da attivare su base volontaria c’e’ l’aumento dello scambio di informazioni di intelligence e della cooperazione marittima, l’incoraggiamento a confiscare i beni delle organizzazioni criminali ed il finanziamento del contrasto ai narcotrafficanti.

Il mercato europeo della cocaina in Europa e’ salito a quota 23 miliardi di euro, avvicinandosi ormai a quello americano che e’ stimato sui 25,7 miliardi. I dati sono stati forniti da Yuri Fedotov, direttore esecutivo dell’Unodc, l’Agenzia dell’Onu per la lotta alla droga, intervenuto alla conferenza ministeriale del G8 a Parigi dedicata al tema. Sul tema Fedotov aveva gia’ diffuso un comunicato il giorno prima.
Fedotov ha definito questo traffico come ‘una minaccia globale. I profitti illeciti in gioco sono enormi: si stimano in oltre 58 miliardi di euro a livello mondiale, che rappresentano l’equivalente del Pil di numerosi Paesi in via di sviluppo’. Le conseguenze del traffico di cocaina sulla stabilita’ dei Paesi di origine e di transito, ha proseguito; ‘ sono ben conosciuti: favoriscono la corruzione, la violenza, l’afflusso di capitali illeciti che contaminano l’economia legale’.
‘La risposta a questa situazione critica – secondo il rappresentante dell’Onu – passa innanzi tutto attraverso un patto politico rinnovato tra gli Stati delle due sponde dell’Atlantico e si fonda sul principio della responsabilita’ condivisa’. Europa e Stati Uniti, secondo Fedotov, ‘devono perseguire politiche di riduzione della domanda di cocaina, intercettare i traffici illeciti e confiscare i beni delle organizzazioni criminali’. E si affaccia anche l’idea di creare un ‘Fondo per la lotta contro il traffico transatlantico di droga’.

fonte aduc

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