Un’ondata di indignazione si è sollevata il 26 maggio, quando il World Travel & Tourism Council (WTTC) ha annunciato l’assegnazione del premio “Tourism for Tomorrow” all’Ufficio del Turismo del Botswana nonostante la condanna di Survival per il trattamento riservato dal governo ai Boscimani del Kalahari.

L’Ufficio del Turismo del Botswana, un organismo governativo, ha vinto il premio della categoria Destination Stewardship che riconosce “dedizione e successo nella conduzione di un programma di gestione sostenibile del turismo”.

Il governo del Botswana ha proibito ai Boscimani l’uso del pozzo da cui dipendono per procurarsi l’acqua a dispetto di una sentenza della Corte Suprema del 2006 che ha sancito il loro diritto di vivere sulle terre ancestrali all’interno della Central Kalahari Game Reserve. L’ultimo rapporto sui diritti umani del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha criticato il governo per la sua continua “riduttiva interpretazione” della sentenza.

E un’altra critica è arrivata dal massimo funzionario delle Nazioni Unite per i diritti dei popoli indigeni, il professor James Anaya, che ha condannato il Botswana per il trattamento riservato ai Boscimani sostenendo che il governo non ha saputo rispettare “i basilari standard internazionali sui diritti umani”. Ha inoltre costatato che i Boscimani “che sono rimasti o sono tornati nella riserva devono affrontare condizioni di vita dure e pericolose a causa dell’impossibilità di accedere all’acqua”, e ha chiesto al governo di riaprire i pozzi “come questione della massima urgenza”.

Contemporaneamente, mentre costringe i Boscimani ad affrontare un viaggio di 480 km per andare ad attingere l’acqua fuori, il governo ha autorizzato l’apertura di un complesso turistico nelle loro terre, dotato di piscina, e ha fatto scavare pozzi per abbeverare gli animali selvatici. Survival aveva chiesto il ritiro della candidatura del tour operator implicato, la Wilderness Safaris, nominata anch’essa a un premio per la categoria “Global Tourism Business”. Alla Wilderness Safaris non è stato effettivamente assegnato alcun premio.

I Boscimani hanno trascinato nuovamente il governo in tribunale per ottenere l’autorizzazione ad accedere al loro pozzo e l’udienza è fissata per il 9 giugno. Contemporaneamente, in concomitanza con i mondiali di calcio, il governo sta promuovendo le sue riserve come meta turistica.

“L’Ufficio del Turismo del Botswana sta violando i principi sanciti dalla dichiarazione ONU sui popoli indigeni” ha commentato il direttore generale di Survival International Stephen Corry. “Se questo è un concorso per il “turismo sostenibile”, si mette chiaramente in luce il conflitto sempre più forte che vige tra i popoli tribali e il modo in cui le loro terre vengono utilizzate a beneficio dei turisti e delle compagnie che li servono. I turisti dovrebbero pensare bene alle implicazioni di tutto questo prima di decidere di visitare il Botswana.”

Fonte: www.survival.it

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