Piu’ di cento segnalazioni di nuove sostanze o eventi di tossicità, il 73,8% in piú del 2009; 9 allerte nazionali, con un tempo medio di attivazione pari a 4 giorni tra l’arrivo della segnalazione e l’invio dell’allerta; 19 casi di intossicazione acuta individuati, legati all’assunzione di cannabinoidi sintetici; 85 controlli negli smart shop di tutta Italia con 21 azioni di sequestro di materiale illegalmente venduto. Sono i dati del Sistema di allerta precoce in Italia, presentati dal Dipartimento politiche antidroga al primo Forum sulle nuove droghe che si e’ concluso oggi a Lisbona.
Il Sistema di allerta ha il compito di monitorare e individuare precocemente i fenomeni legati alla comparsa di nuove droghe e nuove modalità di consumo, attivando delle azioni di risposta anche attraverso le strutture sanitarie, i laboratori e le Forze dell’Ordine, al fine di prevenire potenziali rischi a tutela della salute pubblica. L’Italia, rende noto il Dpa, proprio sul Sistema di Allerta si è rivelata all’avanguardia sia sui metodi operativi, che vedono un forte coinvolgimento dei pronto soccorsi, sia sui risultati raggiunti in poco piú di due anni dall’attivazione.
Le attività di monitoraggio della rete Internet e degli smart shop – rende noto il Dpa – ha consentito di individuare numerose nuove molecole diffuse anche sul territorio italiano e di attivare una procedura piú rapida rispetto al passato di inserimento di queste molecole nella tabella delle sostanze stupefacenti, grazie alla collaborazione con il Ministero della Salute e il Consiglio Superiore di Sanità.
I dati presentati dall’Emmcdda (Osservatorio europeo sulle droghe) – spiega il capo del Dipartimento, Giovanni Serpelloni – parlano di 41 nuove sostanze psicoattive ufficialmente segnalate nel 2010, un’enormità rispetto alle 24 del 2009 e alle 13 del 2008. Dati che confermano il trend attuale, che vede sempre piú la capacità del mercato illegale di aggirare la legislazione corrente con nuove molecole non incluse nelle tabelle e la necessità dei Paesi di intervenire cercando di identificare formule legislative adeguate, al fine di includere un’ampia gamma di diverse strutture chimiche. L’Italia, al pari di altri Paesi, sta lavorando proprio su questo fronte, e nel frattempo ha comunque attivato una procedura con il Ministero della salute che consente di velocizzare la tabellazione di nuove molecole stupefacenti”.

fonte aduc

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