E’ stato eseguito ieri il primo caso di eutanasia passiva in Svezia, dopo il via libera deciso nei giorni scorsi dall’autorita’ sanitaria nazionale.
Una donna di 32 anni, totalmente paralizzata, e’ morta in seguito alla disattivazione dell’apparecchio respiratorio che la teneva in vita. ‘La paziente che aveva chiesto di morire alla Direzione nazionale della sanita’ e’ morta alle 17.33 dopo la disattivazione del suo apparecchio respiratorio’, ha dichiarato Annakarin Svenningsson, la portavoce dell’ospedale di Danderyd a Stoccolma.
Il 26 aprile scorso l’autorita’ sanitaria svedese aveva annunciato che l’interruzione del dispositivo medico vitale su richiesta del paziente era legale in Svezia. La decisione, presa in seguito a una richiesta della Societa’ svedese di medicina, mirava a chiarire la legislazione del Paese, che aveva due disposizioni contraddittorie: una che autorizzava un paziente a decidere di interrompere un trattamento, l’altra che rendeva il suicidio assistito – come staccare la spina a un apparecchio respiratorio – un reato.
La donna, il cui nome non e’ stato rivelato, aveva scritto una lettera per chiedere che la macchina alla quale viveva attaccata da quando aveva sei anni, fosse disattivata: ‘Non voglio soffrire o marcire ancora piu’ a lungo – aveva scritto -.
Se fossi capace di soffocarmi da sola senza panico, lo avrei fatto’.

fonte aduc

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