Pronto soccorso a rischio. Difficolta’ a mantenere i servizi di assistenza. Migliaia di medici che resteranno senza lavoro. Con ‘inevitabile’ ricaduta sulla qualita’ e sulla quantita’ delle prestazioni. Possibile chiusura di 2.000 farmacie. E’ l’allarme lanciato dalle categorie impegnate nella sanita’, davanti alle misure della manovra economica. I tagli sugli organici, conferma il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, effettivamente ci saranno, anche se il ministero e’ impegnato a valutarne l’impatto, proprio per fare in modo che a rimetterci non siano i cittadini. E il ministro non esclude neppure aggiustamenti sul fronte dei farmaci per non penalizzare le industrie italiane.
Anche i lavoratori del Sistema Sanitario Nazionale, infatti, dovrebbero essere coinvolti dal blocco del turn over previsto dalla manovra per il pubblico impiego, cosi’ come dal taglio del 50% delle spese per i precari. Senza considerare che, come riferiscono fonti informate, il ridimensionamento del finanziamento al Ssn dovrebbe ammontare a 418 milioni per il 2011, attestandosi l’anno successivo in 1.132 miliardi.
La linea del ministero rimane quella di misure a ‘impatto zero’, come ha ribadito il ministro, e non prevedera’ il tanto contestato ‘super ticket’ sulle visite specialistiche.
Medici e farmacisti intanto sono pronti alla mobilitazione.
Federfarma, cosi’ come le farmacie rurali, hanno gia’ proclamato lo stato di agitazione, perche’ gli effetti della manovra comporterebbe il rischio di chiusura per circa duemila esercizi.
I ridimensionamenti del personale, attacca la Cgil, ‘mette a rischio, nelle Regioni che li recepiranno, il funzionamento dei servizi per l’emergenza e i pronto soccorso dove lavorano gran parte dei 12.000 medici precari’. A tanto ammontano i camici bianchi senza contratto a tempo indeterminato, spiega Massimo Cozza, segretario nazionale della funzione pubblica Cgil-medici, perche’ oltre ai ‘7.000 medici a tempo determinato’ ci sono ‘i medici precari ‘invisibili’, con rapporti di lavoro atipici e di consulenza’. Cui si aggiungera’ anche ‘la mancata sostituzione per il blocco del turn over dell’80% dei medici dipendenti che andranno in pensione’. Che, stando alle stime dell’Anaao Assomed (il principale sindacato dei medici ospedalieri) saranno 30mila nei prossimi quattro anni. Fazio, augurandosi che in merito possa esserci ‘un qualche reindirizzo’ visto che ‘anche il presidente Berlusconi ha detto che la manovra non e’ immodificabile’, ha assicurato comunque che il ministero verifichera’ che non ci siano per questo ‘effetti sui cittadini’, anche se ammette ‘da medico, una certa preoccupazione’.
Il blocco del turn over mette in allarme anche gli infermieri. Se le misure saranno confermate, dice il presidente dell’IPasvi, Annalisa Silvestro, ‘alcuni servizi saranno difficili da mantenere’.
A non gradire la manovra anche le industrie del farmaco che subiscono, come ha detto la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, ‘tagli inaccettabili’.
La norma sulla rimborsabilita’ dei farmaci, ha chiarito Sergio Dompe’, presidente di Farmindustria, ‘consegna le nostre imprese, il nostro 54% di export, a indiani e cinesi che non danno le stesse garanzie delle imprese europee e nord americane.
Per la delicatezza del momento capiamo la necessita’ di sacrifici, cosi’ come riconosciamo lo sforzo che e’ stato fatto dal governo per dare regole certe nel sistema. Ora speriamo in un intervento correttivo’ ha concluso riferendosi alla disponibilita’ del ministro di rivedere i meccanismi introdotti sui prezzi dei medicinali.

fonte aduc

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