Egregio Direttore,

vorrei che qualcuno esperto in economia leggesse queste mie righe e facesse un calcolo approssimativo di quanto questo governo, guidato dai due “apprendisti stregoni” B. e B., è costato e continua a costare all’Italia. Non tanto in termini di immagine, di credibilità, di rispettabilità (ormai andate a terra) ma in termini di soldoni, perchè questo è l’unico linguaggio che molti Italiani comprendono, soprattutto coloro che il “binomio B.-B.” hanno sostenuto e votato. E solo ora che molti di essi capiscono che sono stati “fregati” voltano loro le spalle, non tutti per la verità perchè molti da questo “andazzo” allegro e irresponsabile hanno tratto benefici notevoli (e perciò continuano a sostenerli).
Ed il calcolo andrebbe fatto a partire da prima della “crisi” finanziaria internazionale che ha travolto gli Stati capitalistici (U.S.A. ed Europa) e che è stato solo il “detonatore” che ha fatto esplodere la bomba, cioè che ha messo a nudo la labilità, le incongruenze e le ingiustizie sociali del sistema (poggiantesi solo sul profitto e sulla accumulazione del capitale nelle mani di sempre più pochi), perchè già prima che la “bolla finanziaria” scoppiasse c’erano già (per chi voleva vederli) tutti i germi e le premesse per capire come e dove saremmo andati a finire.
Costi eccessivi della politica, a tutti i livelli, e della amministrazione pubblica (in personale e in grandi opere pubbliche affatto discutibili per non dire inutili), sprechi in ogni settore per favoritismi e nepotismi di ogni genere, per citare solo i più macroscopici esempi. Ma se i costi sono lievitati per ciò che ha fatto, bisogna mettere in conto anche e soprattutto i costi per ciò che questo governo non ha fatto (per volontà o incapacità), cioè per quelle riforme necessarie che andavano fatte tempestivamente per salvare o almeno tentare di salvare il Paese dalla profonda crisi economico-sociale in cui stava precipitando.
Si è continuata a tollerare un’evasione (e una elusione) fiscale gigantesca permettendo che fiumi di denaro continuassero a confluire nelle tasche di pochi (o tanti?) “beneficiati” anzichè nelle casse dello Stato (fenomeno riassunto nella frase “Il convento è povero ma i frati – non tutti per il vero – sono grassi”, o anche, secondo le ripetute affermazioni del ministro delle Finanze, che la ricchezza dei privati compensa ampiamente l’indebitamento dello Stato); si è consentito a molte imprese di ingarbugliare i bilanci derubricando a reato solo amministrativo con legge apposita il “falso in bilancio” (il che, unitamente alle picconate alla Giustizia, ha allontanato dal nostro Paese gli investitori esteri più seri); ha praticamente tollerato se non favorito l’esportazione di capitali all’estero nonchè la “delocalizzazione” di molte imprese togliendo così lavoro agli Italiani; ha favorito con continui condoni i più “furbi” e disonesti che con costi esigui hanno incrementato notevolmente i loro patrimoni immobiliari e finanziari; togliendo a tutti l’I.C.I. sulla prima casa ha mandato in tilt i bilanci di tutti i Comuni d’Italia; con la modifica delle leggi per le successioni ha beneficiato soprattutto i grandi patrimoni (in primis se stesso). Insomma ha cercato in ogni modo – vero Robin Hood all’incontrario – di favorire i più ricchi a spese dello Stato, cioè di tutti noi, aumentando così le diseguaglianze sociali, riducendo l’occupazione, incrementando il lavoro nero e precario, creando nuove fasce sociali di povertà e favorendo un clima di permanente conflittualità nel Paese. E se tutto questo non bastasse, ora che è con l’acqua alla gola non vuole assolutamente mollare e ci dice che il Paese non può fare a meno di lui, l’“Unto del Signore” mandato a risanare questa penosa situazione, proprio lui che insieme al suo sodale Bossi ne è stato il principale artefice!
Non faccio commenti, lascio a chi mi legge trarne le conclusioni (spero obiettive e non viziate da appartenenze partitiche) e se qualche “economista” serio condivide quanto scrivo lo pregherei vivamente di FARE I CONTI di quanto ci è costato finora il governo del “Binomio B.- B.”. Così le cose sarebbero più chiare e tutti capirebbero di più!

Giovanni Dotti

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