Secondo uno studio condotto dalla Hawkins Wright, circa 2,5 milioni di tonnellate di pellet sono stati importati in Europa nel 2010, circa il 40% in più rispetto al 2009, e gli esperti prevedono che il commercio internazionale dei pellet di legno continuerà a crescere nei prossimi anni. La Pöyry Management Consulting prevede flussi commerciali transcontinentali per un volume di 18 milioni di tonnellate di pellet all’anno nel 2020.

Secondo l’indagine effettuata dalla Hawkins Wright, il mercato principale per pellet di legno è l’Europa, con i Paesi Bassi che hanno acquistato 900.000 tonnellate nel 2010, seguiti dal Regno Unito che ne ha acquistate oltre 500.000 tonnellate. Il mercato dell’Europa centrale è rifornito principalmente da Stati Uniti e Canada, con circa 1,6 milioni di tonnellate di pellet spediti dagli Stati Uniti e dal Canada verso l’Europa nel 2010. Tra il 2008 e il 2010, il numero dei trasporti pellet dal Nord America raddoppiato – e la tendenza continua. Ma anche un Russia la produzione cresce. La più grande fabbrica di pellet del mondo si trova a Vyborg e ha una capacità annua di 900.000 tonnellate. Anche il Brasile si sta gettando in questo business. Il produttore nazionale di carta, Suzano, progetta di acquisire tre stabilimenti pellet, che assieme hanno una capacità annuale di 3 milioni di tonnellate.

Difficile escludere che questa crescita della domanda di fibre non impatterà sulle foreste. L’Unione Europea ha stabilito dei critari minimi per l’importazione di biomassa liquida (biodiesel) ma non per le biomasse solide.

Fonte: http://www.salvaleforeste.it

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