Nella Repubblica Democratica del Congo i conflitti tra compagnie del legno e comunità locali sono spesso gestiti con la violenza, ma le prove e le testimonianze raccolte da Greenpeace mostrano come la comunità Yalisika del villaggio di Bosanga è stata punita con inaudita violenza lo scorso maggio. Si intitola Stolen future: Conflicts and logging in Congo’s rainforests – the case of Danzer(Futuro rubato e industria del legno nelle foreste pluviali del Congo: il caso Danzer) il rapporto reso noto da Greenpeace sul coinvolgimento in violazioni dei diritti umani da parte della compagnia del legno tedesca Danzer e la sua filiale nella Repubblica Democratica del Congo Siforco.
Secondo quanto documentato da Greenpeace, la notte del 2 maggio 2011, circa 60 soldati e agenti di polizia hanno aggredito la comunità forestale di Yalisika, nel villaggio di Bosanga (nella provincia del Bumba-Equateur). Il raid si è concluso con la morte di un abitante del villaggio – Frederic Moloma Tuka – e numerose violenze sessuali, anche su minori. Diverse altre persone sono state picchiate, mentre 16 persone sono state arrestate e portate via.

Il gruppo Danzer opera nell’area dal 1993, attraverso la filiale Siforno, e nel 2005 aveva firmato un protocollo di “responsabilità sociale” con i capi tradizionali (‘cahiers des charges’) impegnandosi a costruire una scuola e un ambulatorio. Danzer non ha mai mantenuto l’impegno (che ha valore legale) mentre ha continuato ad abbattere alberi e a portar via trochi.

Per protestare contro le mancate promesse, nell’aprile 2011 la gente del villaggio ha sequestrato una radio, un pannello solare e alcune batterie dell’impresa. Danzer ha sporto denuncia, poi rigettata dalla corte in quanto conteneva informazioni infondate. Ma allo stesso tempo ha richiesto alle autorità locali di intervenire contro la comunità, dando così il via alla spedizione punitiva due giorni più tardi.

Nel corso di meeting tenutisi nel 2009 e nel 2010, Greenpeace aveva avvertito i manager della Danzer sul fatto che fare ricorso alla polizia e all’esercito per gestire conflitti con le comunità locali avrebbe portato a violenze e violazioni dei diritti umani.
Danzer h scelto una strada diversa: ha ospitato la riunione del comitato di sicurezza territoriale, che gestisce l’impiego della forza nell’area, ed ha fornito il camion necessario a raggiungere l’isolata comunità di Bosanga. Non è la prima volta che si verificano simili violenze, e Danzer non poteva non essere consapevole delle probabili conseguenze del raid.

Il Gruppo Danzer vanta pratiche di responsabilità sociale, ed è riuscito ad ottenere la certificazione FSC. Il permesso di taglio presso il villaggio della comunità di Yalisika ha ottenuto il marchio di “legno controllato” dal FSC, primo passo verso la certificazione.

Fonte: http://www.salvaleforeste.it

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