L’uso di eroina continua a essere la causa principale della diffusione di malattie e decessi legati alla tossicodipendenza nell’Unione europea dove, con l’aggiunta della Norvegia, nel 2009 sono stati oltre 1,3 milioni i consumatori regolari di oppioidi e circa la meta’ (51%) dei tossicodipendenti che iniziano una terapia specialistica indica gli oppioidi quale principale droga problematica. Sempre nel 2009, sono stati 7.600 i decessi correlati all’uso di eroina o di altri oppioidi e 700mila sono stati i consumatori di oppioidi che sono stati trattati con terapia sostitutiva. La fotografia del consumo di eroina, e di oppioidi in generale, in Europa e’ stata scattata dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Oedt) nella Relazione annuale 2011, presentata questa mattina a Lisbona. I dati pubblicati mostrano che i livelli di uso regolare di oppioidi sono relativamente stabili in Europa. Malgrado queste indicazioni, pero’, “le caratteristiche del fenomeno del consumo di oppioidi in Europa stanno cambiando”, dichiara l’agenzia, chiarendo che i pazienti in trattamento per tali problemi sono di eta’ piu’ elevata rispetto al passato, che una percentuale minore assume oppioidi per via iniettiva e che in alcune parti d’Europa si registra il consumo di oppioidi diversi dall’eroina. I livelli di consumo di oppioidi per via iniettiva fra chi inizia un trattamento variano considerevolmente da paese a paese, con punte minime del 10% nei Paesi Bassi e massime del 90% in Lettonia e Lituania. In generale, pero’, i dati parlano di una complessiva diminuzione complessiva dell’uso di oppioidi per via iniettiva (in particolare di eroina) nel vecchio continente.
Sul fronte delle terapie, si calcola che circa 1 milione e 100mila pazienti fossero in trattamento per problemi legati al consumo di droghe illegali nel 2009, in Croazia, Turchia e Norvegia, paesi che offrono sia la terapia senza farmaci sia la terapia sostitutiva. Cinque paesi dell’Ue, invece (Danimarca, Germania, Spagna, Paesi Bassi e Regno Unito), offrono una terapia assistita con eroina per un ridotto numero di consumatori cronici che non ha ottenuto risultati positivi con altri interventi. Sempre nel 2009, sono stati circa 700mila i consumatori di oppiacei sottoposti a terapia sostitutiva in Europa, contro i 650mila del 2007.
“Sebbene i livelli di offerta terapeutica per i consumatori di oppiacei siano imponenti in alcuni paesi, la copertura varia significativamente ed in certi casi e’ molto bassa – ha osservato Joao Goulao, presidente del consiglio di amministrazione dell’Oedt -. Il 95% circa dell’offerta di queste terapie e’, infatti, concentrata nei quindici Stati membri dell’Ue prima del 2004”. L’Oedt calcola, inoltre, che circa la meta’ dei consumatori problematici di oppiacei in Europa, su un totale di 1,3 milioni, ha accesso alla terapia sostitutiva. All’interno della Relazione, e’ stata inserita anche una panoramica delle linee guida per il trattamento della tossicodipendenza dalla quale emerge che quasi tutti i paesi europei dispongono attualmente di queste linee guida.
“Tale situazione – ha proseguito Goulao – testimonia il crescente impegno a sviluppare pratiche efficaci in questo ambito. Oltre 140 documenti sono stati redatti in tutta Europa in 23 lingue. La maggior parte dei documenti si riferisce principalmente al trattamento sostitutivo con oppioidi ed ha l’obiettivo di coadiuvare i responsabili degli interventi nel compiere scelte informate”.

fonte: aduc

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